Evolversi per migliorare …

Saper cogliere le opportunità in un mondo in continua evoluzione, mettendo in gioco se stessi e motivando con l’esempio i propri collaboratori.

Senza mai smettere di puntare sul faro della crescita.

È certamente il dinamismo a contraddistinguere l’approccio vincente!

 L’aforisma

«It always seems impossible until it’s done» (Nelson Mandela)

«Non sono i più forti a sopravvivere, ma chi risponde meglio al cambiamento», è una frase di Charles Darwin.

È una filosofia applicabile ai tempi in cui viviamo, sia da un punto di vista professionale che aziendale e personale. La velocità di cambiamento nel mondo – e i tempi di reazione a questo cambiamento – è un tema che riguarda tutto il management, non soltanto il settore tv e media. Da un punto di vista professionale, quello che va cercato sempre nelle persone è proprio questa agilità di applicarsi in toto al ruolo specifico, ma al tempo stesso di essere capaci di vedere il mutamento e di conseguenza di saper modificare le priorità, di mettersi in gioco in maniera diversa.

È un asset fondamentale. Oggi puoi essere responsabile del marketing, domani avrai più responsabilità in un’altra area; oggi sei focalizzata sulla Spagna, domani sulla Francia: questo richiede anche una grande velocità personale e di saper affrontare le situazioni senza spaventarsi.

Osare:provare qualcosa che non è mai stato fatto, cogliere l’opportunità del digital in un momento in cui tutti ne parlavano, ma non provato.
Come diceva Steve Jobs, quando si guarda indietro è facile “collegare i puntini”, ma è più difficile farlo mentre vivi il momento. Però, in effetti, questo voler sempre crescere, non aver paura di mettersi in gioco fa parte del dna vincente. Poi subentrano anche cause esterne.

Cos’è che fa di un manager un buon manager?

Oltre a una certa agilità, a fare la differenza è la capacità di motivare il proprio team, di scegliere persone competenti, senza dimenticare la disponibilità a trascorrere del tempo insieme per costruire e condividere una comune visione del futuro che non sia mai statica, ma in continua evoluzione. Insomma, bisogna essere in grado di attrarre in azienda persone ipermotivate e ricche di immaginazione, disposte sempre a rilanciare, intorno alle quali occorre saper costruire una struttura non ingessata dalle gerarchie. Parliamo – anche se è una parola un po’ abusata – di empowerment, ovvero un buon manager deve essere proattivo: fare in modo che i collaboratori si sentano responsabili dei propri risultati e co-investitori del proprio destino. Ovviamente, ci sono anche i momenti in cui bisogna prendere decisioni difficili, che in genere vanno assunte in solitudine, ma avendo sempre e comunque la trasparenza come obiettivo principIl-cervello-non-potrà-evolversi-1024x853.jpge.