VINCITORI O VINCENTI??

Dicono che esistano due categorie di persone: i vincitori e i vinti. Ma non è così. Esistono i vincitori, ed esistono i vincenti. E la differenza fra loro è enorme.Perché il vincitore deve il suo successo ad un insieme confuso e imprecisato di fattori. Può vincere per fortuna, o per momentanea incompetenza dell’avversario; può vincere per furbizia, o perché le condizioni gli rendono quel momento particolarmente favorevole. Può vincere per distrazione, o per caso. Tuttavia, non potrà mai assaporare in pieno il suo successo, perché non saprà mai in che percentuale sarà veramente e solo merito suo. E questo lo renderà sempre un vincitore – sotto sotto – triste. E precario.

Il vincente invece, lo è dentro, lo è di default, lo è nel DNA, e sa che ogni vittoria è solo e soltanto sua, e non deve coincidere necessariamente con il risultato.

Il vincitore apprezza della vittoria i primi cinque secondi di applausi; poi è già proiettato alla prossima partita. Il vincitore non sa perdere, perché teme la sconfitta più di qualsiasi altra macchia. Il vincente assapora la vittoria fino al midollo, e non ha paura di perdere perché sa di potersi rialzare.

Il vincitore si guarda attorno con sospetto, perché teme costantemente di non aver saputo dimostrare a tutti il suo valore; il vincente si muove fra la gente sorridendo, perché tanto lo sa da solo, che vale.

Il vincitore esulta con rabbia e perde recriminando; il vincente esulta con rispetto e perde con dignità.

Il vincitore non saprà mai se chi ha accanto lo fa per stare con lui, o per vivere di luce riflessa; il vincente non sarà mai solo.

Il vincitore può perdere; il vincente è invincibile. Il vincitore cammina con il petto in fuori, ma solo quando porta una medaglia al collo; il vincente cammina a testa alta. Sempre.

Il vincitore ha negli occhi la luce accecante della sfida, il sapore argenteo della lama ghiacciata pronta a cogliere il lato debole dell’avversario, e a colpire proprio lì. Il vincente ha gli occhi di tigre, ed è con quello sguardo che guarda il mondo. Con gli occhi leali della tigre pronta a tutto. Con la luce dorata calda e avvolgente di chi vive di pura energia.

Ed ora veniamo a te, e alla domanda che devi farti se hai colto queste differenze. E non sto per chiederti a quale categoria tu ti senta di appartenere, o a quale profilo – se vincitore o vincente – tu ti senta di assomigliare di più. 

La domanda che dovrai farti domani mattina, quando ti guarderai allo specchio appena sveglia è questa: cosa voglio essere oggi? Un vincitore o un vincente? Se vedrai nei tuoi occhi lo sguardo di tigre, ti sarai già risposta.

E allora sarà una giornata buona.