OKKIO ALL’ANNUNCIO… VERIFICATE SEMPRE!

È capitato anche a noi di RespiraLavoro di candidare potenziali rispondendo ad un annuncio online inviando il curriculum della persona che stiamo aiutando  e poi, arrivato al colloquio, scoprire che l’impiego proposto era molto diverso da ciò per cui era statocandidato. 

Un posto da segretaria da 1.500 euro che diventa una vendita porta a porta con stipendio a provvigione, un aspirante magazziniere che si trova tra le mani contratti per la fornitura di luce e gas da far sottoscrivere, un potenziale commesso che in realtà finirà al telemarketing. 

Sono gli annunci di lavoro ingannevoli, o, per dirla con le parole di Gabriele, fondatore della community Facebook Lavoro anomalo, “i bidoni 2.0”. Offerte d’impiego, cioè, pubblicate sui vari siti di annunci di lavoro, che non sono ciò che sembrano, e che in alcuni casi possono nascondere una truffa.

“Da disoccupato mi è capitato più volte di incappare in questi annunci fuorvianti – racconta Gabriele – così, nel 2012, per evitare che altri ricevessero gli stessi bidoni, ho pensato di aprire una pagina Facebook dove raccogliere tutte le segnalazioni relative alle aziende che pubblicano inserzioni – fregatura”. 

Negli anni la community è cresciuta e oggi raccoglie più di 25.000 utenti, con oltre 3.000 segnalazioni di annunci – bidone inoltrate. “Ma ogni giorno – spiega Gabriele, che preferisce usare il nome di battesimo per via delle minacce ricevute in seguito alla sua attività – ne arrivano di nuove, perché spesso i siti che pubblicano gli annunci di lavoro non eseguono verifiche su chi inserisce la propria offerta, e tra crisi e disoccupazione c’è sempre chi se ne approfitta”.

“Le entità che utilizzano impropriamente o illegalmente le pagine internet delle offerte di lavoro – racconta Margherita Bernardi della Cgil di Firenze, che assieme a Lavoro anomalo ha lanciato la campagna #bastabidoni – hanno individuato nei disoccupati (e nelle loro famiglie) un target commerciale da sfruttare. Chi ha ricevuto decine di rifiuti è particolarmente fragile sul piano personale e questa fragilità fa sì che diventi facile finire subornati da persone senza scrupoli”.

Il classico esempio di bidone 2.0, spiega Gabriele, è legato al porta a porta. “Spesso, siccome queste aziende sanno che specificando il lavoro richiesto in pochi si presenteranno al colloquio, tutto viene camuffato sotto una voluta ambiguità”. Gli ignari candidati, quindi, rispondono a un annuncio (online, ma ultimamente va di moda anche l’sms) per un posto da receptionist “back office/front office massima serietà e responsabilità”, o da impiegato “anche senza esperienza”, e poi, arrivati davanti al recruiter, vengono caricati su un’auto aziendale e portati a una qualche convention, con musica spaccatimpani e un tizio che dice loro che diventeranno: procacciatori d’affari per la conclusione di contatti per fornitura energia elettrica e/o gas naturale”. “E non è facile censire le aziende che utilizzano questo sistema – precisa Gabriele – perché spesso cambiano nome, o ne usano uno falso”. Discorso simile per il telemarketing.

Noi di RespiraLavoro verifichiamo puntualmente le offerte, per non farvi cadere in trappole ingannevoli.

Contattaci: info@respiralavoro.eu