Trovare la motivazione per cambiare (tutto o qualcosa) 

Motivazione,  a tutti gli effetti, vuol dire impegnarsi in un cambiamento.

 Ci sarebbe molto da dire sui dubbi, le paure e le resistenze che incontriamo quando ci troviamo di fronte alla necessità di un cambiamento, ma la verità è che “la paura del cambiamento” è una bufala perchè noi esseri umani siamo assolutamente in grado di cambiare. 

Riprenderemo la questione. Per il momento, pensa solo a quanti cambiamenti ci sono già stati nella tua vita. E al fatto che, nonostante quei cambiamenti, sei ancora qui.Ciò di cui ti parlo oggi, è che per cambiare qualcosa della tua vita, e farlo bene, ti occorre una giusta motivazione. 

In altre parole devi rispondere alla domanda “perché?”.

La risposta non la devi chiedere ai cosiddetti “motivatori”, a quelli che sbraitano microfonati sul palco e che magari, a un certo punto, ti invitano a un ballo di gruppo “energetico”. Quei “motivatori” applicano tecniche che, spesso, sono slegate a un metodo e che altro non sono che meccanismi suggestivi per migliorare la prestazione sul momento. 

Quelle tecniche spesso finiscono per generare dipendenza e c’è chi dice che, nelle persone ansiose, o che tendono a sottovalutarsi, possono addirittura creare pensieri confusi e distorti con conseguenti comportamenti irrazionali o illogici. 

La motivazione la devi trovare dentro di te, solo tu puoi sapere “perché” vuoi o devi fare una certa cosa, perché vuoi o devi iniziare a cambiare qualche elemento o tutti della tua vita.

Ci  sono molte tecniche per trovare dentro di te “la motivazione”. Oggi ti propongo la prima che, in sintesi, consiste nell’entrare già oggi nella vita, nello stile di vita, in cui ti troverai a seguito del cambiamento che stai per affrontare e che, ovviamente, desideri.

Non si tratta di una cosa del tipo “pensa che sei ricco, e magicamente i rubinetti della tua casa vomiteranno banconote”. Non si tratta nemmeno di sognare a occhi aperti. E non si tratta di un’illusione. Al contrario, utilizzerai un’applicazione di quella che in psicologia si chiama “dissonanza cognitiva” . 

La dissonanza cognitiva è un concetto introdotto da Leon Festinger nel 1957 in psicologia sociale e ripreso successivamente in ambito clinico da Milton Erickson, lo psichiatra statunitense, riconosciuto come uno dei più importanti psicoterapeuti e ipnoterapeuti del Novecento.

In sintesi, il cervello non riesce a gestire due concetti in contraddizione fra loro.

“I venditori abusivi sulla spiaggia danneggiano i commercianti onesti. Devo avere una borsa di Vuitton, ma siccome non me la posso permettere, la compro tarocca.”

“Quando esco la sera con gli amici voglio rimanere lucido, Adoro scolarmi sei birre medie.”

Questi sono esempi di dissonanza cognitiva.

Siccome il cervello non riesce a gestire due convinzioni contraddittorie (la dissonanza), allora mette in atto delle strategie per colmare il divario fra le due contraddizioni, tendendo a realizzare quella “più forte”.

Pertanto, se girare con una borsa di Vuitton o scolarsi sei birre sono le cose che ti fanno stare meglio, troverai tutte le scuse per mandare al diavolo la battaglia per la difesa dei commercianti onesti e il buon proposito di non farti arrestare per ubriachezza molesta. 

Al contrario, se la LV proprio non te la puoi permettere, sei un convinto sostenitore dell’etica commerciale e vuoi rimanere sobrio a tutti i costi, allora entrerai in un negozio di pelletteria low cost e ordinerai solo birre analcoliche (che tristezza).

Insomma, una credenza “forte” comporta che metterai in atto tutta una serie di comportamenti coerenti con tale convinzione e che tendono a realizzarla. Inoltre, inizierai ad atteggiarti come se avessi già realizzato quella credenza, cosa che avviene il più delle volte in maniera inconscia.

Siccome, cosi facendo, inizi a modificare la tua realtà, appena ti rendi conto che le cose iniziano a muoversi verso la direzione desiderata, trovi conferma della tua convinzione e, proprio in virtù di tale conferma, continui a metterla in atto.

Ti consiglio caldamente questo esercizio perché, una volta che avrai “visualizzato” il tuo nuovo stato delle cose in tutte le sfumature e, soprattutto, le emozioni che ti farà provare, non solo quella visione e quelle emozioni saranno la tua bussola, ma saranno anche potenti ansiolitici per i momenti in cui sarai preso da qualche scoraggiamento (perché ci saranno). Se, in quei momenti, ti calerai di nuovo nella visione della tua vita nuova, ritroverai velocemente la lucidità e la serenità necessarie per portare avanti il tuo programma con fiducia!

Non aver paura a fissarti obiettivi alti, ricorda che se VUOI, TU PUOI!