Millennial a colloquio: qualche dritta per lasciare il segno (Y Generation: a few tips for a striking job interview)

Il processo di recruting uno dei temi più  di un’azienda. 
E’ necessario strutturare il processo in modo robusto (test, panel, assessment) per rendere la scelta corroborata, ma poi arriva il colloquio ‘de visu’, che continuo a considerare per un recruiter il momento chiave per capire se la persona ‘può fare al caso nostro’.

Ecco sette semplici suggerimenti (e solo apparentemente scontati) per gli under 30 impegnati in colloquio:

“Informatevi sull’azienda”: In fase di colloquio dovete conoscere il business dell’azienda di riferimento e le sue dimensioni chiave (es. il fatturato). Questa è dimostrazione di interesse genuino nei confronti della stessa azienda verso cui vi state approcciando.

“Preparatevi a sostenere un colloquio”: Autenticità non significa improvvisazione. Il colloquio va preparato con cura e attenzione. E’ necessario avere ben chiara la realtà presso la quale vi state candidando e la motivazione che vi ha spinti a candidarvi proprio per quella posizione. E’ importante essere consapevoli di quali sono i vostri obiettivi professionali, le competenze da voi realmente possedute (e sulla base di quali esperienze pregresse ritenete di averle sviluppate) e come queste possono essere utili e funzionali per la posizione per la quale vi state candidando.

“Non millantate competenze che non possedete”: Durante il colloquio si avrà occasione di approfondire quanto indicato nel curriculum e le competenze che si ritiene di possedere. Ricordate, inoltre, che il processo di selezione è costituito da più fasi, le quali possono prevedere valutazioni testali e ulteriori colloqui con differenti interlocutori/valutatori. Emergeranno, quindi, sia le competenze possedute sia quelle non possedute.

 “Fate domande”: Le domande sull’attività prevista per il ruolo e su come questa si declina all’interno della realtà aziendale è dimostrazione di interesse e di curiosità autentica verso la posizione per la quale ci si sta candidando.

“Siate concreti, fornite esempi pratici di quello che asserite”: “Possiedo buon orientamento al risultato e buone capacità di problem solving”. Questa frase la possono dire tutti. Dichiarate in quali occasioni, esperienze pregresse, avete avuto modo di sviluppare quelle competenze. La presenza di esempi pratici incrementa la credibilità delle affermazioni asserite.

“Siate flessibili, dimostrate capacità di adattamento”: La flessibilità è fondamentale, sia in fase di colloquio, sia durante l’attività lavorativa. Il colloquio è costituito da più fasi, dove vi sarà occasione di approfondire, oltre alle esperienze pregresse, anche le proprie capacità di ragionamento e di problem solving. E’ importante quindi non irrigidirsi a fronte di un cambiamento di scenario; occorre gestire lo stress per far emergere le proprie abilità di orientamento alla soluzione dei problemi. A fronte dei quesiti che possono essere formulati durante un colloquio di selezione è rilevante avere una buona dimestichezza con i numeri e con le stime. Avere un’idea dei fenomeni consente una presa di decisioni basata su considerazioni realistiche.

“Ok l’autostima, mai l’arroganza”: Avere una buona stima di se stessi è una componente importante al fine di trasmettere sicurezza e fiducia nelle proprie capacità (se non avete fiducia in voi stessi, chi altro può averne?). Come sempre è importante la giusta misura. Una fiducia nelle proprie capacità troppo marcata, ma soprattutto non fondata su fatti reali ed esperienze concrete, rischia di essere controproducente. Un atteggiamento arrogante può elicitare nel selezionatore impressioni e reazioni avverse che possono inficiare negativamente l’esito del colloquio e della valutazione.

Consiglio personale? Siate autentici, trasparenti, motivati!