“Mi parli di lei”: come rispondere alla più semplice domanda dei recruiter

Una delle prime domande che i selezionatori amano porre ai candidati durante un colloquio di lavoro è il fatidico: “Mi parli di lei”. Invito tanto generico quanto spiazzante, te lo sarai sentito rivolgere anche tu e, magari, senza riuscire a nascondere del tutto il tuo imbarazzo, avrai risposto senza dare troppa importanza al contenuto del tuo intervento. 
Il “Mi parli di lei” apre spesso il colloquio in virtù della sua funzione “rompighiaccio”, questo è vero, ma non è una domanda da sottovalutare. 

Essa, infatti, non si limita semplicemente a dare il via all’intervista e mettere a suo agio il candidato, tutt’altro. Invitando a fornire una presentazione personale, offre l’opportunità di fare una buona impressione iniziale, dunque la risposta, all’apparenza semplice e innocua, è in realtà decisiva per il proseguimento, se non per l’esito stesso, del colloquio.

Per questo è necessario prepararsi una risposta chiara ed esauriente per non esitare, né tradire le attese di chi si ha di fronte. Una risposta adeguata non dovrebbe durare più di 3 minuti: prolissità e vaghezza possono dare l’impressione di inconsistenza e disorganizzazione mentale. L’obiettivo è, dunque, riuscire ad essere concisi ma, al tempo stesso, sufficientemente dettagliati per infondere nel selezionatore la convinzione di avere davanti la persona giusta.

Per una presentazione convincente, tieni presente che il selezionatore non è interessato alla tua vita in senso lato: concentrati su ciò che è rilevante per la posizione oggetto di selezione e comunica solo gli aspetti della tua vita pertinenti ad essa. Assicurati, in definitiva, di toccare 4 punti fondamentali e di non commettere alcuni errori nel corso della loro trattazione: 

Studi 

Esperienza professionale

Competenze

Obiettivi

Per i primi 2 argomenti vale lo stesso principio: descrivi brevemente le tue esperienze – formative prima, professionali poi – specificando tipologia di diploma/laurea e di azienda ed evidenziando i progetti significativi cui hai preso parte o gli obiettivi concretamente conseguiti svolgendo una mansione specifica. 

Questo ti permetterà di passare al terzo punto, in cui porrai l’accento sui risultati ottenuti e sulle competenze acquisite in ambito formativo e professionale, e spiegherai perché credi possano rappresentare un valore aggiunto per l’azienda e per la funzione che ricopriresti al suo interno. 

In questo modo darai l’impressione di conoscere già l’azienda, di condividerne la vision e di essere realmente motivato a farne parte. 

Puoi esprimere questa convinzione nell’ultima fase della presentazione, quando parlerai degli obiettivi professionali che vorresti raggiungere nell’azienda. Cerca di far trapelare che si tratta di obiettivi a lungo termine, dunque che aspiri a costruirti una solida carriera. 

Di contro, ecco gli errori da non commettere: non dilungarti troppo su esperienze formative molto vecchie ed evita di citare competenze professionali che non hanno nulla a che vedere con la posizione per cui ti sei candidato. Non limitarti a ripetere le voci del tuo curriculum o a comporre liste di competenze scarne e asettiche. Infine, non parlare di obiettivi professionali irrealizzabili all’interno dell’azienda per cui stai sostenendo il colloquio, né esplicita di volere il posto per un mero bisogno economico, magari facendo riferimento a una situazione familiare complicata.  

In sostanza, sii specifico, organizzato e concreto, per far capire al selezionatore i benefici che deriverebbero dalla tua assunzione.