Il mestiere del futuro? Senza uffici, posti fissi e gerarchie

Il 95% dei lavoratori tra Nord e Sud America, Europa e Asia Pacifica si dice pronto a lavorare in qualsiasi parte del mondo; il 92% è disposto a spostarsi ovunque servano le proprie competenze; il 79% ritiene di poter svolgere la propria mansione collegato a un semplice dispositivo mobile; l’81% prevede che in futuro non esisteranno contratti di lavoro dipendente ma solo a progetto; l’82% sostiene che l’età pensionabile cesserà di esistere e un altro 82% che le gerarchie non servano più per risolvere problemi lavorativi tanto che (49% delle risposte) dipartimenti e gerarchie spariranno nel futuro.
Sono questi alcune delle riflessioni che emergono dalla ricerca di ADP – multinazionale americana leader nella gestione del personale – condotta su 2.400 lavoratori di quattro continenti (Africa esclusa) e presentata a Bologna in occasione dell’“Executive Circle”, prima tappa di un percorso per confrontarsi con decision maker e opinion leader del Paese sul tema “La digital transformation passa dalle persone” (prossime tappe a Roma il 24 gennaio 2017 e a Milano il 23 marzo). «Partiamo con questo ciclo di incontri da Bologna perché l’Emilia-Romagna si è dimostrata terra di grande innovazione sulle politiche aziendali per le risorse umane. 

Smart working – spiega Nicola Uva, direttore marketing ADP Italia – ma anche orario flessibile, piattaforme social di condivisione delle informazioni tra dipendenti, adozione di strumenti tecnologici che consentono il controllo online dell’avanzamento del lavoro: tutto ciò è già realtà, non è utopia».

Sono cinque i concetti che riassumono le nuove tendenze del mondo del lavoro e impongono una rivoluzione a chi gestisce il capitale umano: libertà, conoscenza, stabilità, autogestione e significato.

Libertà

La tecnologia ha introdotto nuova flessibilità sia per i dipendenti sia per i datori e i primi vogliono l’elasticità necessaria per fare il proprio lavoro quando, dove e come vogliono. Il problema diventa creare una squadra se la maggior parte delle persone lavorano in remoto e in differenti orari. La risposta è negli strumenti online – tra cui le piattaforme di social media – per aumentare la collaborazione e la condivisione delle conoscenze tra individui e tra team.

Conoscenza

Lo studio ADP conferma che già oggi il 97% delle persone utilizza la tecnologia per imparare qualcosa, sempre e ovunque. E l’81% afferma che i social media diventeranno l’hub di collaborazione e condivisione per il lavoro strutturato.

Stabilità

È la priorità lavorativa in Europa davanti a libertà e conoscenza, ma stabilità non significa più posto fisso, bensì rete professionale estesa, relazioni che possono aiutare il lavoratore a crescere sia nel proprio settore sia in altri ambiti, estendendo le possibilità di carriera. Questo rende molto liquidi i ruoli e immediato il rapporto prestazione-retribuzione.

Autogestione

Tecnologie digitali e social portano alla condivisione orizzontale di tutte le informazioni e rendono perciò superflue le gerarchie e molto più autonome le persone sia nel gestirsi sia nel decidere e risolvere problemi.

Significato

Il lavoro sempre più incerto e mutevole implica che l’ambizione delle persone non sia più economica ma quella di dedicarsi a progetti personalmente significativi. L’89% dei lavoratori nel mondo (il 78% degli europei) sceglie infatti di lavorare su interessi personali e di impatto sociale. E anche tra gli europei generalmente meno “aperti” e ottimisti verso il cambiamento rispetto alla media mondiale, il 72% è pronto a lavorare ovunque nel mondo, a usare tecnologie virtuali per formarsi (81%) e ad autogestire problemi e agenda di lavoro (70%).

#respiralavoro mood!!!