Comportamenti di leader che compromettono il team…

Il team di lavoro è una squadra, proprio come nello sport: la squadra ha un capitano, ma il capitano da solo non vince la partita. Vincere è un lavoro di tutti, uno sforzo collettivo dove ogni membro del team fa la sua parte, e tralasciare la dimensione del gioco di squadra è una ricetta per il disastro. 

Il modo più semplice e sicuro per perdere, infatti, anche se le persone che abbiamo nel team sono valide e competenti, è sfruttare male le nostre risorse umane e demotivare noi stessi i nostri professionisti. Vediamo alcuni errori purtroppo comuni:
· Non riconoscere il merito. Chi lavora bene aspira al riconoscimento al di là della busta paga, a una dimostrazione di entusiasmo da parte della leadership che corrisponda all’impegno profuso e ai risultati ottenuti. Questo vale non soltanto per chi fa miracoli di performance, ma anche per chi semplicemente compie il suo dovere in maniera puntuale e diligente, facendo sì che il lavoro complessivo fili liscio. Certo, la critica costruttiva è fondamentale, e un buon capo non teme di evidenziare le cose che vanno male per migliorarle; costruttiva, però, è la parola chiave. Criticare tutto per principio e non riconoscere lati positivi in niente e nessuno avvelena l’umore e basta.

· Non comunicare. La mancanza di comunicazione tra leadership e membri del team, e tra un membro del team e l’altro, crea un clima di disagio che nei casi peggiori può diventare sfiducia e sospetto. Inoltre, è un impaccio per il funzionamento della squadra: nessuno sa che cosa i suoi colleghi stiano facendo, armonizzare i compiti e le fasi di un progetto diventa impossibile, e gli incidenti e i malintesi sono all’ordine del giorno. Così come la conseguente perdita di tempo ed energie.

· Comportarsi come una primadonna. Abbiamo già detto che la squadra ha bisogno di un capitano, ma il capitano non può prendersi tutta la gloria e sostenere da solo tutta la competizione. In un team di lavoro, un leader che privilegia il proprio ego rispetto al team work è inammissibile. Ciò vale specialmente se il team è composto da professionisti di alto livello, con una elevata coscienza delle loro capacità, che a buon diritto si sentiranno amareggiati e sminuiti proprio dove pensavano di essere più forti. E la loro perfomance futura non mancherà di risentirne.

· Indulgere nel micro-management. Va bene avere degli standard qualitativi rigorosi e assicurarsi di persona che tutto stia andando bene, ma il troppo stroppia. Insistere nel controllare ogni minimo particolare nell’operato del team, e persino nella vita quotidiana in ufficio, manda il segnale che il capo non si fida dei collaboratori e della loro abilità. Questa può non essere l’intenzione, ma il malanimo che crea è reale e nocivo.

Il team, insomma, è la nostra chiave per spalancare le porte del successo; dobbiamo saper confidare nelle persone che guidiamo e nelle loro capacità, e non distruggere quell’entusiasmo e quella voglia di lavorare ed essere i migliori che, si spera, siamo riusciti a infondere nella nostra squadra!