Come è cambiato il lavoro nel 2017…

Bisogna ammetterlo: a star seduti in un ufficio negli anni Settanta e a pensare a come sarebbe diventato il mondo del lavoro nel 2017, nessuno di noi sarebbe riuscito a immaginare tutti i cambiamenti che si sono verificati in soli 40 anni. Prima ancora di parlare di Internet però, perché non parlare anche dei vestiti, dei tipi di lavori e degli stipendi?
Tecnologia. 

La tecnologia ci ha proiettati in un futuro che 40 anni fa non era neppure immaginabile. Il computer è diventato compagno fedele delle nostre giornate soprattutto con la rivoluzione digitale introdotta da Internet. Ma che dire di smartphone e tablet, quando a stento vent’anni si comprava estasiati i primi cellulari giganti, con antenna estraibile? Senza parlare del telefono a disco che avevamo nelle nostre case anni ’70 o delle nostre mamme che in ufficio usavano la macchina da scrivere (e che per avere la duplice copia di un documento avevano bisogno della carta copiativa).
Oggi siamo noi che portiamo l’ufficio in giro, ci fermiamo in un bar con connessione wi-fi e continuiamo a lavorare tranquillamente, in attesa della call in videoconferenza…

Stipendi. 

Di certo chi ha cominciato a lavorare negli anni Settanta, un giorno stando seduto alla sedia della sua scrivania avrà pensato che gli stipendi nel 2017 sarebbero aumentati, sicuramente… e non di poco! Invece non è così. E questo tenendo conto di molteplici fattori, dalla crisi economica attraversata negli ultimi anni, all’inflazione, al potere d’acquisto, secondo le statistiche del Pew Research Center. La situazione è stazionaria: per quanto gli stipendi siano aumentati, le statistiche riportano che negli ultimi 10 anni (dal 2006 ad oggi), il nostro potere d’acquisto è diminuito del 6.9%.

Internet. 

Il potere del web è stato anche quello di creare nuove opportunità di lavoro in settori un tempo inesistenti. Sono decine le figure professionali della new economy: esperti di web marketing, web design, web writing, web management, web positioning e chi più web ha più ne metta!
Forme di lavoro e contratti. 

Il mondo del lavoro di oggi non si basa più sulla concorrenza tra un’azienda e l’altra, ma anche tra un singolo lavoratore e l’altro. Il web ha dato vita ad una generazione di freelancer e un vero e proprio esercito di partite iva: maggiore protagonismo dunque e maggiore coinvolgimento (collettivismo vs individualismo) ma anche più ansia e stress, a discapito del tempo libero e della qualità della vita del singolo individuo e dell’intera famiglia che lo circonda (integrazione vs frammentazione).
Prospettive per i prossimi 10/15 anni?
Forbes annuncia un mondo del lavoro più piccolo (mondo arancio), fatto di spin-off e piccole imprese, con focus su network e specializzazione. Il mondo del lavoro futuro è un mondo verde, che vede il business orientato ai cambiamenti demografici, climatici e alla sostenibilità. Infine un mondo blu, quello in cui le protagoniste rimangono le multinazionali, con la loro ricerca del profitto al primo posto ma sempre più attente alla loro responsabilità sociale.

Cosa si può fare in questo nuovo mondo del lavoro quindi?

Non è più sufficiente essere al passo con i tempi, bensì occorre precorrere ciò che verrà! 

Mosse per coltivare la vostra tenacia!!

Grintose di diventa, parola di Angela Duckworth.
Ecco alcuni consigli dal suo libro Grit, The power of passion & perseverance, che vi consiglio di leggere.
Segui la tua passione: c’è chi ha un forte interesse per qualcosa fin da piccola e chi lo trova nel corso della vita. Per tutte vale la stessa regola: ama quello che fai, mantieni una curiosità quasi infantile, dimentica la fatica, la noia, le delusioni;

Fai pratica con perseveranza: bisogna dedicarsi a ciò che si ama ogni giorno, cercando di migliorare senza mai mollare. Questo significa lavorare sodo per settimane, mesi, anni, restando concentrate e aperte alle sfide;

Resta focalizzata sul tuo obiettivo: e ricordati che la passione resta forte quando qualcosa che ha valore non solo per noi stesse, ma anche per gli altri;

Coltiva la speranza; senza ottimismo è difficile essere perseveranti. La speranza serve per superare i momenti di scoraggiamento, i dubbi, i fallimenti;

Essere grintose vuol dire cadere e rialzarsi: non avere paura di privare di nuovo…

Forza!!!!

La miglior strategia? Inizia da te…

Il miglior progetto del tuo futuro sei TU.
Sei stupito? Beh non esserlo!

Oggi più che mai è importantissimo investire su se stessi e la fine di un percorso non è solo la chiusura di una fase, ma insieme è l’inizio di un’altra strada. Prova a pensare al dopo laurea triennale, ti aspetta di sicuro una specializzazione che può essere sia una laurea magistrale o un master, un corso di alta formazione o altro ancora, uno o due tirocini nel settore scelto come preferito e in una o due mansioni differenti.
Può succedere che anche dopo tutte queste esperienze si ha proprio voglia di trovare un’opportunità di lavoro stimolante, ma oggi mi capita spesso di ascoltare racconti di ragazzi che nonostante l’impegno non trovino un’opportunità… perchè?
Se anche tu stai vivendo questa fase, chiediti ancora, se lo hai già fatto, qual’è l’opportunità che vuoi, dove, per fare che cosa.
Non si accettano come risposte come va bene tutto o qualsiasi cosa pur di lavorare.
Il lavoro è importante per tutti, è questione di dignità, talvolta di sopravvivenza, ma anche di serenità, passione e applicazione di quanto imparato e soprattutto scoperta ed espressione di noi stessi.
Ritengo sia molto importante cercare ogni giorno di capire quale sia il tuo talento personale che smuove ogni energia, che ti fa svegliare la mattina felice, che ti fa portare il cuore a lavoro. Ci vuole coraggio, lo so. Ci vuole coraggio anche a non farlo.
Puoi chiedere aiuto anche a noi consulenti, inviarci il tuo cv per una consulenza gratuita. 

scrivimi a info@respiralavoro.eu

Così una strategia «al contrario» è vincente per chi cerca lavoro

Un cambio di strategia per chi cerca lavoro. 
Spendere giornate intere a consultare le banche dati di annunci alla ricerca (spesso vana e quindi frustrante) di una posizione “perfetta per me” , come fanno in molti, è una perdita di tempo. 
Meglio muoversi al contrario. Come? 
«Comincerò provando a definire bene quali sono i miei desideri e le aspettative reali per il prossimo passo di carriera. Fatto questo, andrò a cercarmi io – proattivamente – chi mi può offrire una opportunità », consiglia il consulente di risorse umane Lorenzo Cavalieri . 
E proprio nelle strategie proattive per trovare lavoro che RespiraLavoro può fare la differenza!
Guidiamo il candidato passo dopo passo: dall’analisi delle competenze passando per la ricerca di mercato mirata fino al momento del contatto con l’azienda. Non un’azienda a caso , insiste Cavalieri , «ma quella che mi sta cercando» .
Info@respiralavoro.eu

Qualche suggerimento su cosa non fare in ufficio…

I modi di dire sul cominciare al meglio la giornata si sprecano. 

Spesso, però, non si tratta solo di credenze popolari. 

Ci sono abitudini sbagliate che, se ripetute ogni mattina, sono in grado di fare andare storta tutta la giornata lavorativa. 

Business Insider ha raccolto nove degli errori più frequenti che è possibile fare in ufficio per i colleghi. 

Una piccola guida per cercare di evitare quei comportamenti che in soli 10 minuti possono pregiudicare i risultati e la produttività di otto ore passate alla scrivania o al computer.
1. Entrare in ufficio in ritardo

Varcare la soglia del luogo di lavoro in ritardo è una pessima idea per due principali motivi. La prima è che il tempo perso corrisponde a un accumulo di mail, comunicazioni e task che sarà comunque necessario sbrigare nel corso nella giornata. 

In secondo luogo, si fa brutta impressione con i capi. Secondo uno studio dell’American Psychological Association, i mattinieri sono di solito percepiti come lavoratori migliori. E conta poco quanto si rimanga in più per recuperare, l’idea che il lavoro svolto da chi arriva in ritardo sia in generale meno scrupoloso è difficile da sradicare. 

Il consiglio è quindi quello di arrivare il più presto possibile in ufficio… seppur io personalmente non lo condivida…😜

2. Non salutare chi lavora con te

Che tu sia un collega o un superiore è importante spendere qualche minuto a scambiare due chiacchiere con chi condivide mansioni o luogo di lavoro con te. Chi ricopre un ruolo dirigenziale deve impegnarsi a stabilire un contatto con i suoi sottoposti per dimostrare di avere qualità umane che accompagnano le competenze tecniche. Chi invece è un semplice dipendente dovrebbe sforzarsi di non creare silenzi imbarazzanti attorno alla scrivania e non dare l’impressione di essere supponente.

3. Bere caffè

Ci sono due tipologie di persone dipendenti dalla caffeina: quelli che bevono caffè appena scendono dal letto e quelli che lo fanno appena arrivano in ufficio. 

In realtà pare che l’abitudine di attaccarsi alla tazzina tra le 8 e 9 di mattina sia sbagliata. Ricerche scientifiche hanno dimostrato che in quella finestra temporale il corpo produce cortisolo, l’ormone dello stress in grado di controllare l’energia. Se viene ingerita caffeina questa produzione si blocca. L’ideale è quindi assumere caffè dopo le 9.30 quando il livello di cortisolo scende e si ha davvero bisogno di un aiuto per andare avanti.

Ps. Io non bevo caffè!

4. Rispondere a tutte le e-mail

L’istinto della mattina è quello di rispondere in maniera cronologica a tutte le e-mail che si sono accumulate nella casella di posta. 

In realtà questo comportamento non è quello più indicato. Michael Kerr, uno speaker del settore business, suggerisce di analizzare tutto il flusso di messaggi e di attribuire delle priorità. 

In questo modo si evita di lasciare indietro cose urgenti a vantaggio di altre che possono essere risolte in un secondo momento.

… LOGICO!!!

5. Buttarsi nel lavoro senza un programma

«Porsi un obiettivo nella giornata». È quello che consiglia di fare Lynn Taylor, esperta di luoghi di lavoro. È necessario quindi organizzare un calendario, segnare le priorità, tenere traccia delle cose fatte e di quelle da preparare in modo da non essere colti alla sprovvista da appuntamenti o telefonate programmate.

6. Fare prima le cose semplici

Quando la giornata inizia il corpo dispone della maggiore quantità di energia. È per questo che è fondamentale svolgere le mansioni più impegnative appena arrivati al lavoro. La concentrazione e la voglia di fare diminuiscono con il passare del tempo e non è il caso di fare in modo che questo accada quando si è concentrati su un compito importante.

Ps. Le attività meno interessanti le ho sempre fatte di sera…

7. Multitasking

Molte persone sono convinte che essere in grado di fare più cose contemporaneamente sia una dote preziosa. In realtà, l’energia mattutina spesso dà solo l’llusione di avere la capacità di gestire il lavoro su diversi piani. Secondo una ricerca della National Accademy of Sciences degli Stati Uniti d’America il multitasking incide sulla performance lavorativa e, in ultima analisi, fa rimanere indietro con i compiti da svolgere. Meglio quindi fare una cosa per volta e farla bene, con la giusta concentrazione.

8. Rimuginare su pensieri negativi

Un litigio, una discussione, un problema familiare: spesso si arriva sul posto di lavoro con un bagaglio pesante di emozioni negative. Lo sforzo deve essere quello di non rimanere fermi con il pensiero sulle cose sgradevoli che sono successe per non essere distratti dal lavoro che si deve svolgere. La tecnica migliore suggerita da Taylor è quella di confinare in una scatola tutti questi pensieri all’inizio della settimana e fare in modo di non farli incidere in maniera negativa sulla propria performance.

9. Fare riunioni

Le riunioni della mattina sono riconosciute come perdite di tempo. Meglio utilizzare le capacità cognitive del mattino per la scrittura e riservare agli incontri con i colleghi i momenti della giornata in cui le forze vanno diminuendo, come la metà del pomeriggio. A meno che non si tratti di riunioni non rimandabili e impegnative.

Ps. Certi steering committee😜😜😱

Motivazione… questa sconosciuta???

La differenziazione e l’innovazione sono vitali per il successo aziendale a lungo termine. Nuove tipologie di processi e modelli di business, strategie intelligenti: le aziende fronteggiano sfide difficili nel difendere il proprio margine competitivo e nel trovare nuove strade per rinnovarlo. RespiraLavoro aiuta i suoi clienti a sviluppare e progettare processi alla base delle strategie aziendali rivolte alle risorse dell’azienda più importanti, le PERSONE, che permettano loro di restare un passo avanti rispetto ai concorrenti, anche in tempi di cambiamento costante motivazione.

RespiraLavoro si propone di accompagnare i professionisti nel percorso di crescita o cambiamento,  per ritrovare slancio e proporsi in un nuovo ambito lavorativo.

Contattaci e potremo supportarti nel tuo percorso, suggerendoti la miglior strategia!

#respiralavoro