Il Linguaggio Del Corpo nel Colloquio di Lavoro

"Come affrontare al meglio un colloquio di lavoro" è da sempre uno degli argomenti più spinosi e dibattuti nell’ambito della comunicazione efficace.
Il colloquio di lavoro rappresenta un difficile esame da superare, una partita che si può vincere o perdere, un appuntamento a cui è necessario arrivare sufficientemente preparati.
Esso può essere concepito seguendo alcune fasi fondamentali:

 
1 Il contatto, momento in cui il candidato e il selezionatore si incontrano e instaurano un primo rapporto. Si tratta di un approccio relazionale generico, in cui il selezionatore si fa un’idea del candidato in base alle sensazioni provate a pelle.

2 L’esplorazione, momento in cui il selezionatore deve verificare le conoscenze e le competenze del candidato, ponendo particolare attenzione alla sua personalità. Lo scopo è quello di ottenere il maggior numero di informazioni possibili nel poco tempo a disposizione, attraverso test attitudinali, domande aperte o resoconti professionali. A questo punto del colloquio possono verificarsi due eventi: nel primo caso il selezionatore conclude la conversazione perché il candidato non rispecchia i requisiti richiesti, nel secondo caso comincia a fornire qualche spiegazione generale sulla tipologia di lavoro offerto.

3 L’informazione, momento in cui il selezionatore fornisce al candidato spiegazioni più dettagliate sulla posizione lavorativa aperta e gli chiede ulteriori chiarimenti circa le sue abilità professionali. Possono risultare utili in questa fase documentazioni come curricula, pubblicazioni o presentazioni aziendali.

4 La decisione, momento in cui il selezionatore contatterà il candidato e gli comunicherà esito del colloquio. Se non sono stati commessi errori in precedenza, quasi sicuramente l’esito del colloquio sarà positivo.

Chi si candida per conquistare un determinato ruolo dovrebbe comprendere fin dall’inizio che sta proponendo prima di tutto se stesso. “Sapersi vendere”, ovviamente in termini professionali, risulta davvero fondamentale nel processo di selezione, poiché la prima impressione è quella che conta e ci attribuisce un’etichetta più o meno positiva.
Alcune ricerche di settore hanno addirittura dimostrato che la valutazione di chi ci sta di fronte avviene al massimo entro i primi 5 minuti. Un dato significativo, non trovi?
Avere delle “buone carte” da giocare in un colloquio di lavoro può essere vantaggioso e utile, ma spesso risulta ancora più determinante ciò che il candidato esprime sul piano non verbale. Il nostro corpo è un grande strumento di comunicazione, perché ci dice chiaramente come siamo noi e come sono gli altri.
Il professor A. Mehrabian, noto psicologo statunitense, ha condotto un curioso studio sull’importanza dei diversi aspetti comunicativi nella fase di ricezione di un messaggio, dal quale sono emersi interessanti risultati: il linguaggio del corpo ha un’influenza del 55%, la comunicazione paraverbale (tono, volume, ritmo della voce) ha un’influenza del 38 %, mentre la comunicazione verbale (parole) influisce solo per il 7%.

Durante un colloquio di lavoro è importante riuscire a mantenere il pieno controllo della situazione e mostrarsi sicuri di sé, anche quando la paura cerca di prendere il sopravvento. Un candidato in grado di comunicare sicurezza attraverso un corretto linguaggio del corpo farà certamente un’impressione migliore di uno che, in preda al panico, aspetta solo di tornare a casa.
Così come possiamo prepararci per anticipare alcune possibili domande o esercitarci a gestire l’ansia da prestazione, allo stesso tempo possiamo curare e controllare i nostri movimenti, in modo da evitare quelle mosse che potrebbero infastidire i selezionatori.
Ecco la classifica – stilata da CareerBuilder – dei “10 errori più comuni” commessi in fase di colloquio e le relative percentuali di incidenza:

1) Evitare lo sguardo del selezionatore (65%)
Il contatto oculare è una delle forme di interazione interpersonale più coinvolgenti. Guardare il proprio interlocutore negli occhi ha diversi significati: può indicare attrazione sessuale, attenzione verso il discorso che si sta affrontando, atteggiamento di sfida o semplicemente sicurezza in se stessi.
Considerato il valore universalmente attribuito a questo comportamento, non sorprende che abbia il suo peso anche nei colloqui di lavoro. I candidati che reggono un adeguato scambio di sguardi pare vengano percepiti come più competenti e intelligenti rispetto a quelli che, invece, evitano di incrociare gli occhi dell’esaminatore.
Se non guardi il selezionatore negli occhi in fase di colloquio potresti dargli l’impressione di essere timido e in soggezione nel migliore dei casi, o addirittura disonesto, diffidente e falso nella peggiore delle ipotesi.
 
2) Non sorridere (36%)
Il sorriso è uno dei modi più comuni per rompere il ghiaccio, nonché un’arma molto potente ed efficace, se utilizzata in maniera appropriata. La tua disponibilità lavorativa, infatti, può essere mostrata anche tramite un sorriso.
Se ti presenti al colloquio di buon umore e con un bel sorriso darai l’idea di essere una persona serena e che ama relazionarsi agli altri anche in ambito professionale. Iniziare il colloquio con un sorriso spontaneo ti sarà utile per conquistare la fiducia e l’approvazione del selezionatore, per poi passare al successivo e tanto atteso passo dell’assunzione. Un pizzico di simpatia ti aiuterà a stemperare la tensione e ti farà apparire più cordiale davanti al selezionatore.
Sorridere in maniera finta, al contrario, sembra non essere una strategia vincente. A rivelarcelo è uno studio pubblicato sul Journal of Nonverbal Behavior, secondo il quale i candidati che affrontano un colloquio con sorrisi poco spontanei vengono giudicati falsi e quindi non meritevoli di continuare il processo di selezione.
 
3) Giocherellare con qualcosa (33%)
Se stai sostenendo un colloquio e ti senti sulle spine, non afferrare il tuo orologio come se volessi controllare lo scorrere del tempo, non toccare continuamente il meccanismo di chiusura della tua borsa, non allentare il colletto della camicia come se ti stessi strozzando. E ancora: evita di sfogare la tensione giocherellando con la cravatta o con la collana, arrotolandoti capelli, o stracciando pezzetti di carta, poiché apparirai ancora più nervoso di quanto tu non lo sia già. Non aggrapparti ai braccioli della sedia come gesto di salvataggio, ma tieni le mani aperte con i palmi rivolti verso l’alto, così da mostrare onestà e ricettività.
 
4) Assumere una cattiva postura (30%)
La posizione del corpo può essere influenzata dallo stato d’animo, dalla situazione, dalle emozioni e dalla personalità.
Tutti i colloqui vengono affrontati in posizione seduta, perciò uno degli errori più frequenti consiste nell’assumere una cattiva postura. Chi sta con la schiena reclinata indietro trasmette una sensazione di eccessiva e ingiustificata confidenza, come se si trovasse un po’ troppo a proprio agio in una situazione che invece richiederebbe formalità, attenzione e compostezza. Al contrario, chi tende ad inclinarsi in avanti comunica chiusura, insicurezza e volontà di difendersi dagli altri.
Sedute di fronte al selezionatore alcune persone mostrano ostilità, diffidenza e fastidio, creando una sorta di barriera con vari oggetti come penne o block notes. Le donne tendono ad appoggiare la borsa sulle gambe, che viene considerata in questo caso come una coperta di Linus in grado di dare loro conforto e sicurezza. Altre persone ritraggono il busto, tirando indietro anche il mento e la testa. Il movimento è di solito molto brusco ed esprime un forte disappunto rispetto a quanto espresso dalla controparte.
Cerca sempre di assumere una postura adeguata e formale durante il colloquio, dato che inciderà parecchio sull’idea che il selezionatore si farà di te. 
 
5) Dimenarsi sulla sedia (29%)
Muoversi continuamente sulla sedia mentre si sta sostenendo un colloquio, cambiando continuamente posizione, non è di certo una buona iniziativa. Hai mai notato che a volte capita di sollevarsi un attimo dalla sedia per poi sedersi ancora? In quel frangente magari ci si sistema di pantaloni o si dice che la seduta è un po’ scomoda. Questo movimento, in realtà, viene compiuto quando si è colti da una sensazione sgradevole ed è come se non si volesse più restare lì ad ascoltare. Non dare mai l’impressione di essere agitato, se davvero vuoi conquistare un posto di lavoro.
 
6) Incrociare le braccia sul petto (29%) 
Incrociare le braccia è il gesto più evidente di barriera e di chiusura, ormai è risaputo. Esso viene eseguito quando si è da soli tra estranei, quando ci si vuole difendere da qualcuno o si vogliono prendere le distanze da chi ci sta parlando. Quando assumi questa postura delle braccia durante un colloquio darai al selezionatore l’impressione di non essere predisposto all’ascolto, pertanto risulterà difficile sbloccare la situazione e procedere senza difficoltà la discussione.
 
7) Toccarsi i capelli o il viso (25%)
Mentre il selezionatore parla non passare il tempo a torturare le varie parti del tuo volto. Strofinare gli occhi, toccare il naso o il mento, mettere i capelli dietro le orecchie o giocare con la barba sono gesti ritenuti particolarmente fastidiosi da chi ci sta di fronte. Se conosci te stesso saprai di certo che in condizioni di nervosismo è probabile avere simili tic. Nel dubbio, pensa a una cosa sola: non avvicinare le mani alla faccia e tienile in una posizione adeguata.
 
8) Una stretta di mano debole (22%)
Stringere la mano è uno dei modi più consueti per entrare in contatto con un’altra persona. Porgiamo la nostra mano come forma di saluto all’inizio e alla fine di una conversazione, per presentarci a uno sconosciuto, per congratularci con qualcuno o per riappacificarci dopo una lite.
Dare una stretta di mano solida e vigorosa genera un’impressione molto positiva sull’altro, soprattutto in ambito lavorativo. Il professor G. Sewart, docente dell’Università dell’Iowa, ha osservato che l’effetto prodotto da una stretta di mano all’inizio di un colloquio si trascina per tutto il resto dell’intervista.
Il modo in cui diamo la mano parla di noi: in questo segno di saluto intervengono molte variazioni che possono dire molto sul nostro interlocutore e sul tipo di relazione che intende instaurare. Se la tua presa è molle e fiacca sei indubbiamente una persona timida, introversa, schiva, e diffidente, e di conseguenza trasmetterai sensazioni non troppo positive al selezionatore.
Cerca di lavorare su questo aspetto, perché un modo ansioso, tremolante e instabile di dare la mano potrebbe penalizzarti molto durante il colloquio.
 
9) Gesticolare troppo (11%)
Normalmente i nostri discorsi vengono accompagnati da numerosi gesti. Si tratta di movimenti che facciamo senza rendercene conto e che ci servono per enfatizzare le nostre parole. Il problema, in fase di colloquio, si presenta quando le parole non coincidono con i gesti, e a quel punto il selezionatore potrebbe smascherare possibili bugie dette dal candidato.
Se gesticolare nelle giuste proporzioni ti aiuterà rafforzare il tuo discorso, muovere le mani in modo confuso e caotico, ti farà percepire come insicuro e non troppo sincero. Non scrocchiarti le dita, non mangiarti le unghie, non metterti le mani in tasca e non tamburellare con le dita sul tavolo.
 
10) Una stretta di mano troppo energica (7%)
Se una stretta di mano debole tende ad infastidire il nostro interlocutore, lo stesso vale per una stretta di mano troppo energica. Quando la stretta di mano è eccessivamente forte e viene  prolungata per troppi secondi, il soggetto che la pratica rivela la sua natura invadente. Alcune persone stringono la mano con tale forza che sembra quasi vogliano stritolarla: tutto ciò è un chiaro segnale di caratteri troppo decisi, dominanti e arroganti. Evita questa mossa quando ti presenti al selezionatore.
 
Conclusioni
Gesti, atteggiamenti ed espressioni rivelano molto di noi, più di quanto vorremmo. Anche nei colloqui di lavoro comunichiamo quello che le parole non sanno o non vogliono dire.