Professionista… felice!

Oggi si pensa sempre più spesso che sia fondamentale l’immagine che si da di se.

In realtà l’immagine ha pochissima importanza nel definire il reale valore di una persona.

Quando si è nella comfort zone e non tai è minacciati da niente e da nessuno, è facile indossare una maschera e sembrare ciò che non si è .

Cosa ci definisce, allora? Innanzitutto il modo in cui ci si comporti. Perché se i sorrisi e le parole fanno un certo effetto, alla fine sono i gesti che identificano per ciò che si è.

E poi ci sono le riflessioni.

Non semplici parole prive di genuinità o spessore, ma ragionamenti che raggiungono un livello di profondità tale da smascherare chi li pronuncia.

Perché si può fingere, ma non su certe cose. Certe argomentazioni necessitano di totale onestà per risultare credibili.

Un noto attore in un suo discorso ha parlato dell’importanza di realizzarsi nella vita.

Una riflessione che parla dell’importanza di essere se stessi e inseguire la propria felicità, ma anche del minimalismo da sposare come filosofia di vita.

Quello che l’attore americano chiama “processo di eliminazione“.

“Dai sempre la precedenza a chi sei e a chi vuoi diventare. Non sprecare tempo inseguendo obiettivi che sono in contraddizione con la tua vera natura, con il tuo carattere.

Sii coraggioso, sempre. Ma prima di lanciarti nella salita, poniti una domanda: qual è la mia salita? Puoi rispondere solo in un modo: definendo cos’è il successo per te. Solo a quel punto puoi iniziare a lavorare duramente per farcela, giorno dopo giorno.

Dove non siamo ancora arrivati conta tanto quanto dove siamo ora. Guarda, il primo step verso la felicità non è definire “chi sono“.

Non è quella la prima fase. In realtà ciò di cui dovresti preoccuparti è di capire chi non sei. “So chi non sono” viene prima di “so chi sono“. Definire noi stessi in base a ciò che non siamo è il primo passo verso la definizione di ciò che siamo.

Abbiamo troppe possibilità. Ecco perché si deve mettere in atto il processo di eliminazione: liberarsi degli eccessi, delle perdite di tempo, diminuire le tue opzioni.

Sapere chi siamo è difficile. Molto difficile.

Invece di creare risultati che tolgono vita, si dovrebbe cercare risultati che tengano viva la fiamma che si ha dentro il più a lungo possibile.

Fare quello che si sceglie, scegliere quello che si vuole.

 

Il senso di colpa e i rimpianti fanno morire tante persone prima che il loro tempo sia arrivato.

Allora girate la pagina, guardate avanti.

Sei l’autore del libro della tua vita.

Nuova normativa privacy

Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati [GDPR (UE) 2016/679] entra in vigore da oggi, 25 maggio 2018.

Il nuovo regolamento intende rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali di cittadini e residenti dell’Unione Europea, offrendo una maggiore tutela alle persone fisiche e rendendo le aziende più responsabili nell’uso dei dati personali.

La protezione dei dati assume una posizione di prima linea tra i processi aziendali, con un impatto significativo sulla gestione delle informazioni personali relative a clienti, fornitori, partner e anche dipendenti.

RespiraLavoro segue le linee guida indicate in materia, infatti tutti i nostri consulenti faranno fede agli obblighi da essa derivanti.

Recruiter… che ruolo complesso e controverso!

Oggi affrontiamo un tema delicato e spesso controverso: il ruolo del Recruiter.

La realtà è che se fa bene il suo lavoro fa felice una persona, ma ne scontenta centinaia. Che lavoro ingrato!

Inoltre la maggior parte delle critiche è legata al modo in cui, la maggior parte dei selezionatori, fanno il proprio lavoro.

Ho provato allora a immaginare come sarebbe il Recruiter Perfetto e mi sono venuti alcuni spunti:

ANNUNCIO CHIARO ED ETICO

Il recruiter perfetto dovrebbe scrivere l’annuncio esplicitando chiaramente le caratteristiche che sono assolutamente necessarie e quelle invece “desiderabili” rispettando i parametri di legge (no discriminazione per età e genere per esempio). Nell’annuncio è visibile a tutti il suo indirizzo mail e il suo numero di telefono così, per qualsiasi dubbio può essere contattato.

DARE FEEDBACK DETTAGLIATO NELLA FASE DI SCREENING

La fase di screening è quando si valutano i CV e si decide quale candidato invitare al colloquio e chi invece “scartare”. Il recruiter ideale dovrebbe inviare una mail a tutti i candidati scartati esplicitando il motivo per cui, sulla carta, ha preferito contattare un altro candidato. La mail potrebbe essere tipo:

Gentile Candidato, abbiamo ricevuto in data xxxx la sua candidatura per la posizione di un xxxxyyy. Sono spiacente di informarla che la sua candidatura è stata respinta in quanto stiamo contattando candidati con un esperienza maggiormente in linea rispetto alle nostre esigenze. Nello specifico non riscontriamo nella sua esperienza professionale….

INVITO AL COLLOQUIO EASY

Quando il candidato viene invitato al colloquio gli deve essere data opportunità di scegliere modalità, data e ora per sostenere il colloquio. Inoltre nella telefonata viene spiegato l’iter e i tempi previsti per la selezione.

COLLOQUIO DIRETTO, PROFESSIONALE E AMICHEVOLE

Il recruiter gestisce in maniera etica e professionale il colloquio.

Mette il candidato a suo agio e non lo fa sentire inappropriato o giudicato.

Descrive in modo chiaro la posizione lavorativa e l’azienda ed chiarisce una prima idea della retribuzione.

FEEDBACK DI COLLOQUIO

Il recruiter dovrebbe chiamare i candidati che ha colloquiato e spiegare le ragioni per cui non sono stati scelti.

Se il candidato lo richiede da anche consigli su come migliorare il suo CV, o su come sostenere un prossimo colloquio. Inoltre lo informa che lo terrà in considerazione per eventuali altre opportunità.

Vivere il cambiamento come opportunità di crescita

“Una ristrutturazione aziendale mi ha spinto a fare il punto della mia situazione professionale, usufruendo del servizio “bilancio delle competenze”, per capire meglio quale strada intraprendere.

In questo contesto è stato fondamentale il colloquio con un consulente specializzato.

Con le sue competenze e la sua capacità d’ascolto è riuscito a evidenziare i miei punti di forza e le aree di miglioramento che difficilmente scaturiscono da una autovalutazione.

L’esperienza positiva del suddetto incontro mi ha convinto a vivere il cambiamento come una opportunità di crescita ed apertura a nuovi orizzonti lavorativi.”

Questo è quanto vorremmo sentirci dire ogni giorno, poter dare forza e consapevolezza che non sempre situazioni, come una ristrutturazione aziendale, per quanto dura ed emotivamente faticosa, sia di fatto sempre e solo un fatto negativo.

A volte, seguiti e consigliati da un professionista, si può rivelare una opportunità per focalizzare i propri obiettivi, per crescere, per migliorarsi.

RespiraLavoro nasce anche con obiettivo di supportare chi si trova in un momento professionale critico, accompagnando il professionista nella valutazione e presa di coscienza delle proprie qualità per poter meglio orientare la propria ricerca ed individuazione del giusto ruolo nel mondo del lavoro, oggi in continua evoluzione.

Crescere … professionalmente!

La crescita personale è un processo molto importante, che può richiedere tempo, ma che inevitabilmente alla fine dà i suoi frutti.

Il primo passo per avviarsi lungo questa strada è prefiggersi degli obiettivi, sul lavoro o nella vita, e cercare di identificare il cammino per raggiungerli. In molti casi è importante imparare a investire su se stessi. A questo fine, qualsiasi sia il lavoro, è importante far emergere le nostre caratteristiche, evidenziare le nostre virtù.

In fondo c’è sempre da imparare, anzi una mente aperta all’apprendimento è già un primo passo indispensabile al miglioramento di se stessi, e nessuno nasce già perfetto!

Investire su se stessi è un processo molto importante, sia che si lavori già, sia che si sia in cerca di lavoro.

Affrontare il fatto che c’è sempre qualcosa da imparare, che i successi non si ottengono sedendosi sugli allori o accontentandosi e sperare che il destino ci metta tra le mani l’occasione di una vita è quantomeno utopistico.

Per pochi, pochissimi fortunati sarà anche successo, ma alla maggioranza di noi non resta che rimboccarsi le maniche e fare tutto ciò che possa garantirci un avvenire felice e appagante.

Perciò non bisognerebbe mai tirarsi indietro davanti all’idea di ampliare i nostri orizzonti e le nostre conoscenze.

L’importante ovviamente è saperle mettere in pratica, far fruttare le conoscenze acquisite, forti di una buona autostima, che non deve mai mancare. E che comunque si può anche apprendere con determinate tecniche, esistono infatti dei corsi per questo e se pensate di averne bisogno non c’è niente di male ad usufruirne.

Anzi, l’intelligenza sta nell’accettare i propri limiti, e trovare il modo di superarli!

Non sottovalutate quindi l’importanza di investire su se stessi, potrebbe portarvi a risultati insperati.

Provare per credere.

Anno Nuovo: Si Migliora!

Ogni anno si apre con una sfida quasi impossibile: fare (e rispettare) una lista dei buoni propositi dell’anno nuovo.

Le difficoltà sono due.

La prima è quella di trovare degli obiettivi realizzabili, ma al contempo validi e importanti. In questo caso ci viene in aiuto il generatore di buoni propositi “New year’s resolutor generator”, creato in aiuto degli indecisi.

L’altro ostacolo è quello di riuscire a mantenere la promessa che si è fatti a se stessi. C’è chi come Bridget Jones, si affida ad un aiuto esterno, come un diario, per ricordarsi dei propositi dell’anno nuovo,  ma ci sono dei piccoli trucchi che possono aiutarci?

Il nostro trucco è affidarsi a chi ci possa guidare nel nostro miglioramento.

Quale che sia il vostro obiettivo, è dimostrato che affidarsi ad una persona esterna, aiuti ad essere più fedeli nel raggiungere obiettivo.

Per esempio, a parte una forte determinazione personale, chi decide di mettersi a dieta raggiunge prima i propri obiettivi se “obbligato” a dei controlli con uno specialista.

Noi non vogliamo mettervi a dieta, piuttosto aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi professionali

Come mantenere i buoni propositi dell’anno nuovo?

Quali possono essere le cause di un fallimento? Tra le scuse più adottate c’è la mancanza di tempo a causa dei molteplici impegni quotidiani.

Di sicuro però è nella scelta del proposito che cominciano i problemi.

Il proponimento espresso in negativo (non fare…) è più difficile da mantenere, così come impegni al di fuori della nostra portata che si avvicinano più a un sogno che a un obiettivo. Cosa può aiutare a mantenere fede ai propositi dell’anno nuovo:

– condividere il proposito con gli altri: sapere che qualcuno potrebbe constatare il fallimento è una forte spinta ad impegnarsi;
– dividere l’obiettivo in un piano articolato in più sottopassaggi ordinati temporalmente;
– fare una lista dei possibili ostacoli così da essere preparati ad affrontarli senza lasciarsi abbattere.

In questo vi aiutiamo noi.

Se siete appagati della vostra sfera professionale, ne beneficerà il vostro umore, il rapporto con gli altri.

Quindi non negatevi la possibilità di avere una possibilità… RespiraLavoro è al vostro fianco…basta chiedere…info@respiralavoro.eu

PRATICANTE COMMERCIALISTA o COMMERCIALISTA PARTITA-IVA a Genova

Mansioni da svolgere:

  • Gestione della contabilità di imprese e di professionisti, con regimi sia ordinari sia semplificati;
  • Supporto nella gestione di un pacchetto clienti, con consulenza agli stessi in materia amministrativa, fiscale e societaria;
  • Predisposizione di dichiarazioni fiscali periodiche ed annuali per persone giuridiche (società di persone e società di capitali) e per persone fisiche (professionisti e ditte individuali);
  • Supporto nella redazione di bilanci IV Direttiva, con documenti collegati,
  • Compilazione e stampa registri IVA con relative liquidazioni;
  • Studi di settore;
  • Modelli 770 semplificati per ritenute su redditi da lavoro autonomo;
  • Pratiche camerali;

Altri adempimenti contabili, fiscali ed amministrativi richiesti dalla mansione.

Per info:  simonecostantini@iqmselezione.it

Come non condurre un colloquio di lavoro

11 errori da evitare…

I candidati non vengono pagati per il loro tempo.

Gli intervistatori li sono..

È considerato OK perdere tempo del candidato, ma non lo è.

Gli intervistatori arrivano alle interviste impreparati e riprendono a leggere di fronte ai candidati. Non è professionale assolutamente.

Gli intervistatori a volte Non spiegano per che tipologia di lavoro potrebbero potenzialmente essere selezionati, com’è lavorare in quella azienda, vantaggi e potenzialità.

Fanno domande come “dove ti trovi tra 5 anni”. Invece dovrebbero spiegare dove vedono la loro compagnia in 6 mesi.

Il processo richiede troppo tempo, troppi intervistatori, troppi giri di interviste.

Gli intervistatori fanno le stesse domande più e più volte, rendendo le interviste come interrogatori.

Prendi in considerazione le spese di viaggio. Non è OK essere generosi con i soldi di qualcun altro.

Non devono cercare MiniSe, delle copie.

Non assumere persone per lavorare per loro, Assumere persone con cui lavorare, persone dalle quali puoi imparare e desiderosi di imparare da te.

Invece di essere ottimisti, gli intervistatori sembrano spesso stanchi, annoiati, stressati.

Smettete di trattare i candidati come candidati.

Trattali come persone, come vorresti essere trattato tu!

PRATICANTE COMMERCIALISTA in Provincia di Trento

REQUISITI:

  • Diploma di Ragioneria e Laurea in Economia aziendale, preferibilmente ad indirizzo libera professione;
  • Abilitazione professionale da conseguire e piena disponibilità ad effettuare il praticantato presso lo Studio;
  • Minima esperienza nel ruolo maturata presso Studi professionali strutturati e modernamente organizzati;
  • Buona conoscenza della contabilità e del bilancio;
  • Conoscenza dell’IVA e del Testo unico delle imposte sui redditi;
  • Capacità analitiche, rigore, precisione;
  • Capacità ed abitudine a lavorare sotto stress ed in tempi ridotti;
  • Ottime capacità relazionali e comunicative;
  • Persona motivata, ordinata, riservata, educata e autonoma;
  • Responsabilità e flessibilità oraria nei periodi di maggior carico lavorativo;
  • Forte motivazione ad un’ulteriore crescita personale e professionale all’interno dello studio, finalizzata ad associarsi allo stesso;
  • Ottimo uso PC, pacchetto Office; -Conoscenza di TeamSystem;

I candidati interessati sono invitati ad inviare il proprio CV all’indirizzo mail: silviahuber@iqmselezione.it (citando il riferimento 17091803/IQM) La selezione rispetta il principio delle pari opportunità (L. 903/77).

Candidarsi!

Tutte le aziende sono sempre propense a valutare le candidature spontanee.

La candidatura spontanea è una modalità unica per catturare i talenti più interessanti.

Soprattutto permette di poter mettere sotto contratto qualcuno che vuole realmente lavorare per quella realtà, una persona che ha come obiettivo quell’azienda. E non c’è niente di meglio di avere persone che amano il proprio lavoro e il contesto dove operano.

Ma la candidatura spontanea è anche un rischio. Bisogna presentarsi bene, colpire subito l’attenzione del recruiter e dimostrare con i fatti di poter meritare quel posto di lavoro.

Non solo il curriculum

Ciò che spesso frena gli aspiranti candidati è la mail di presentazione che introduce il proprio curriculum. Cosa bisogna scrivere in un caso del genere? In tanti credono che sia sufficiente redigere un Curriculum Vitae perfetto per convincere le aziende, invece non è così.

Con una domanda sempre più elevata e un’offerta ridotta, bisogna stare attenti anche ai minimi particolari. Ed in questo caso una mail che introduca il tutto è necessaria. Poche righe che però possono fare la differenza mettendo in risalto caratteristiche personali oltre che le proprie competenze. Una vera e propria lettera di presentazione che potrebbe darvi un aiuto.

Come scrivere una lettera per la candidatura spontanea

Ovviamente non si deve scrivere una comune lettera.

Anche in questo frangente è necessario farsi notare tra gli altri.

Infatti la prima fase di selezione spesso avviene già al momento della prima lettura. Vengono smistate le lettere più interessanti (dei candidati più idonei) e le altre vengono sistematicamente scartate. Creare una lettera diviene quindi fondamentale per avere maggiori possibilità di raggiungere quel posto tanto ambito. Proprio per questo è necessario sottolineare questo punto.

Inviare una candidatura standard, con formato conosciuto e poco efficace non riceverà risposta.

Anche l’oggetto della lettera può fare la differenza

Un atteggiamento del genere denota poca attenzione, poco interesse e la necessità di fare tutto velocemente per inviare altre candidature. Insomma, tutto ciò che l’azienda non vuole da un possibile candidato. Partiamo dall’oggetto della lettera (mail in parole povere). Va indicato “Candidatura per……” seguita dall’indicazione dell’area lavorativa per la quale ci si propone. Se si conosce il nome del proprietario o del responsabile delle Risorse Umane, bisogna indirizzare la lettera alla sua attenzione.

Nessun riferimento generico. “Spett.le ditta”, “Spett.le società” o “Egregio direttore del personale” sono formule che non funzionano.

Destinatario preciso e non generico

Il destinatario deve essere preciso e non generico. Quindi o utilizzate il nome del responsabile al quale si invia la mail oppure utilizzate il nome dell’azienda. Quest’ultima soluzione sottolinea come la vostra intenzione è quella di mandare la candidatura a quella specifica azienda e non ad altre. Meglio quindi sempre personalizzare la tua lettera di presentazione. Cercate il nome della persona a cui stai inviando la candidatura (la ricerca su Google è sempre un modo semplice ed efficace).

Anche in questo modo si può capire che non è una e-mail inviata a chiunque, ma ben precisa e diretta verso un determinato obiettivo.

Passiamo ora al corpo della lettera. È fondamentale presentarsi in breve, comunicando la propria identità professionale e personale. Indicate se avete le competenze che l’azienda richiede o che sai essere necessarie. Insomma, dovete chiarire i motivi che vi hanno spinto a scrivere una lettera a quell’azienda e per quel settore. Fate emergere il perché di questa candidatura, perché proprio a quell’azienda e perché dovrebbero scegliere voi. Inoltre dovete evidenziare cosa potete dare in più al loro lavoro.

Studiate bene l’azienda, ragionate sulla candidatura. Determinate posizioni o settori richiedono specifiche competenze.

Se ne siete in possesso evidenziate questi requisiti. Allo stesso modo se avete sviluppato skills che possono tornare utili anche in questa candidatura, approfondite questo aspetto. Immaginate di dover fare un lavoro di ricerca e di studio simile a quello previsto se volete visitare un luogo. Informatevi sull’azienda, visitate il sito, date un’occhiata ai prodotti e poi inviate la candidatura. Analizzate e segnalate determinati elementi che dimostrano come la vostra lettera sia mirata e non standardizzata. Inserite dei dettagli inerenti l’azienda per cui ti stai candidando, sempre per mostrare a chi legge che sapete a chi state scrivendo e di cosa ci si occupa. In questo modo riuscirete a creare un’empatia che, con una lettera generica, non si riuscirebbe mai a creare.

Un formato ideale potrebbe essere questo: “Vorrei sottoporre alla vostra attenzione il mio interesse ad un eventuale assunzione nella vostra azienda, riconosciuta realtà nel settore……. Ho un particolare interesse per l’area………, nella quale ho già maturato una prima conoscenza professionale. Come potete vedere dal curriculum allegato, dopo aver conseguito il diploma/laurea in…….., ho frequentato un corso per approfondire le conoscenze informatiche/linguistiche. Come potrete vedere dal mio CV in allegato, ho potuto maturare doti di lavoro in team e capacità di lavorare per obiettivi. In questo momento sto valutando nuove offerte di lavoro in linea con la mia preparazione e mi rendo disponibile ad un colloquio conoscitivo presso la vostra azienda. Ho visitato e navigato il vostro sito web ed ho capito che potrei essere la persona giusta per la vostra struttura”

La parte finale deve essere conclusa con cenni sulla propria personalità, il proprio carattere e i punti di forza professionali. Omaggiate con dei saluti e cercate di rivolgervi ai vostri interlocutori, adottando il “Voi”. Concludete la lettera ponendo, in basso alla stessa ed a sinistra, il luogo di scrittura, la data e a destra in basso la vostra firma per esteso. Infine, aggiungete i vostri dati di contatto: numero di telefono fisso, cellulare, eventuale fax, ed e-mail. Una volta conclusa, rileggete con attenzione per correggere eventuali errori, verificate i dati e siete pronti per inviarla.

In bocca al lupo!

Egocentrici, ma non al centro del mondo

Essere egocentrici nel lavoro, non sempre vuol dire porsi al centro del mondo (lavorativo).

Cosa si intende quindi?

Essere centrati sui propri obiettivi, ma non voler necessariamente accentrare le attività che, per contro, può risultare controproducente.

Imparare a delegare, per crescere come leader di un gruppo e far crescere il proprio team.

Non è banalmente il “non conformarsi”, bensì il cercare di affermare la propria unicità, le proprie competenze.

Individuare i propri principi, gli elementi rappresentativi di se:

Coerenza verso se stessi che diventerà punto di forza!

In un quadro nel quale le aziende si trasformano velocemente occorre farsi trovare pronti al cambiamento nel quale risiedono le opportunità migliori.

Spesso diciamo che il vero errore è non provare, perché spesso è solo sbagliando, ed essere veloce nel correggersi, che porta al miglioramento.

E quindi valorizzare il proprio egocentrismo professionale, se orientato a migliorare se stessi e il proprio team!

Essere “capo”, al di là di tutto, significa mettere insieme carie abilità e gestire persone diverse, che nel tempo possono cambiare.

A volte è giusto… ringraziare

Sicuramente lo abbiamo già fatto, ma in questo caso ci piace ripeterci.

Vogliamo ringraziare le persone a le aziende che hanno voluto credere in RespiraLavoro, che hanno contribuito e stanno contribuendo alla nostra continua crescita.

La vostra fiducia ed i nostri risultati sono il miglior riscontro possibile.

Come spesso amiamo dichiarare, la collaborazione che si instaura va al di là del mero rapporto professionale.

RedpiraLavoro è un concetto, un nuovo modo di vedere il rapporto con le persone, siano essere singole persone, piuttosto che aziende.

Il concetto alla base è talmente banale, ma quasi unico di questi tempi : la PERSONA al centro, sempre.

Solo chi sposa il nostro concetto può essere un nostro cliente; concetto purtroppo non sempre condivisi dai nostri interlocutori.

Prima di essere un rapporto professionale per noi è un incontro di concetto è metodologie.

Per questo ci permettiamo di poter SCEGLIERE i nostri clienti: infatti solo chi è allineato con noi può essere nostro cliente.

Lo sappiamo, di questi tempi è una scelta CONTROCORRENTE.

Ma abbiamo deciso di essere fedeli a noi stessi, per rispetto di voi!

E allora… RESPIRALAVORO.

Mollo tutto … e faccio solo quel che mi va!

Spesso lo si dice, ma poco spesso lo si fa…

“Lascio lavoro e città per un tour fotografico in 17 Paesi.”

“Mi licenzio dalla banca per fare lo scrittore.”

«Sfidate le regole, rinunciate alla sicurezza per inseguire i sogni. Non sarà il successo a regalarvi la felicità. Semmai il contrario: la felicità vi condurrà al successo»

Cos’hanno in comune un fotografo di San Francisco, un bancario toscano, un attore di Hollywood e una manager milanese? Non molto, in apparenza. Moltissimo, nella sostanza.

Tutti loro hanno messo al primo posto non sicurezza e benessere materiale, ma felicità e benessere interiore. Hanno trovato il coraggio di rinunciare a ciò che avevano, ma non volevano più, per inseguire quello che si erano resi conto di desiderare davvero

Ciò che l’inglese John Williams illustra nel suo libro: Mollo tutto! E faccio solo quello che mi pare (De Agostini), loro lo hanno messo in pratica. Non senza sofferenze, rinunce, paure. Ma, alla fine, trovando grandi soddisfazioni, anche di tipo economico.

Sì, perché la bella notizia è che spesso chi segue il cuore riempie anche il portafogli.

E fa riflettere una frase eloquente che arriva da Richard Branson, fondatore della Virgin, che la dice lunga: «Non mi sono messo in affari per diventare ricco, ma ho scoperto che, se ci si diverte, poi i soldi arrivano».

Ma qual è il punto di partenza di questo percorso difficile, ma anche entusiasmante?

Il primo potrebbe essere quello di focalizzare i propri obiettivi.

A volte non è necessario seguire i propri sogni, ma focalizzare ciò che si vuole, analizzando le proprie competenze con un esperto e cambiare… cambiare lavoro, scegliere una realtà diversa, magari cambiare tipo di attività, perché non è detto che quel che si sta facendo sua quel che si vuol fare.

Per questo è per molto altro RespiraLavoro può essere il tuo supporto.

Rivolgiti a noi per il bilancio delle competenze, e ti guideremo in un percorso di conoscenza delle tue competenze per la ricerca di una posizione che potenzialmente possa essere più adatta a te.

# RespiraLavoro

Coraggio

Stasera vorremmo parlare di questo:

Del coraggio.

Coraggio di riconoscere se una situazione lavorativa non stia dando le soddisfazioni desiderare,

Coraggio di fermarsi e focalizzare i propri obiettivi,

Coraggio di andare oltre, cambiare, rivedere progetti, aspettative,

Coraggio di chiedere che finalmente le tue competenze siano riconosciute, valorizzate…

Forse è il momento di cambiare atteggiamento, di metterti al centro, di farti rispettare, di fare quell’avanzamento di carriera che aspetti da tempo.

Non sai come fare, non sai come gestire la tua comunicazione, le tue ricerche… niente paura!

Ci siamo noi che con i nostri percorsi personalizzati possiamo supportarti in questo importante e decisivo viaggio, con l’assistenza di uno psicologo e di professionisti esperti in risorse umane.

Non perdere altro tempo in quella che credi la tua zona di comfort… buttati!

#RespiraLavoro

Web Reputation

La web reputation misura il SENTIMENT che la rete globale nutre nei confronti di qualcosa o di qualcuno.

Se il sentiment è negativo o poco incisivo, si può e si deve intervenire per migliorarlo nel tempo. Le strategie per il miglioramento della web reputation sono diverse e possono risultare complesse.

Come primo passo, suggeriamo di curare la propria immagine social, senza però adeguarsi agli stereotipi che ci si aspetta.

Va bene seri e professionali, ma è importante anche far trasparire la propria personalità.

E allora, lasciate comunque un vostro segno distintivo, che sia la foto, la descrizione, il modo di scrittura.

Comunque distinguetevi, con la vostra personale descrizione.

Non omologatevi… ma fate attenzione.

Per te…

Ti dedico il mio tempo…

Per ascoltare la tua storia,

Per capire le tue scelte,

Per comprendere le tue soddisfazioni,

Per ascoltare le tue delusioni,

Per condividere le tue aspettative,

Per analizzare il tuo potenziale,

Per fare un bilancio dei tuoi risultati,

Per focalizzare i tuoi obiettivi,

Per scoprire nuove opportunità,

Per trovare nuove soddisfazioni,

Per recuperare la tua autostima,

Per inseguire nuovi slanci,

Per ritrovare fiducia.

Per uno, per alcuni o per tutti questi motivi RespiraLavoro può essere al tuo fianco in questo percorso.

#RespiraLavoro

Cercare lavoro… e non essere scoperti!

Finalmente hai deciso!

Vuoi cambiare posto di lavoro.

Non ne puoi più di straordinari non pagati, promozioni promesse e mai arrivate, ferie non concesse, volevi accompagnare tuo figlio al suo primo giorno di scuola, ma non ti hanno dato il permesso!

Basta!! Decisione presa! Si cambia… si, ma come?

Adesso cominciano le paranoie… e se vengono a scoprirlo? Come cercare senza essere intercettato dalla tua azienda?

Quel che ti serve è qualcuno che lo faccia per te, senza esporti, senza farti scoprire.

Ecco allora la tua soluzione.

RespiraLavoro può garantirti la riservatezza e l’anonimato di cui hai bisogno!

E allora forza! Il tuo futuro professionale ti sta aspettando!

#RespiraLavoro

Benessere in azienda, questo sconosciuto??

Uno studio del Top Employers Institute, un ente di certificazione riconosciuto a livello globale che valuta le eccellenze di lavoro messe in atto dalle imprese, conferma una vecchia intuizione resa celebre da Henry Ford all’inizio del Novecento in America, quando iniziò l’assemblaggio in serie delle automobili: «Il capitale più straordinario che ha un’azienda non sono le fabbriche, i mezzi di produzione o le disponibilità finanziarie, ma sono i dipendenti. Il vero tesoro per un capitano d’impresa è chi lavora».

Allora ci chiediamo perché, nonostante queste ottime indicazioni, tantissimi professionisti cerchino di cambiare lavoro non tanto per le condizioni economiche e nemmeno per la distanza da casa, bensì lo vogliamo cambiare proprio perché non soddisfatti dell’ambiente di lavoro.

La ricerca di Top Emplyers, che si è svolta per cinque anni, dal 2011 al 2015, e che ha motitorato i principali indici borsistici mondiali, documentano un sensibile incremento dei titoli azionari e del fatturato nelle aziende che non snobbano i dipendenti e investono nella loro crescita.

Siamo certi che un buon contesto lavorativo sia necessario tanto nelle grandi aziende, che nelle piccole e medie.

Dunque, le aziende certificate a livello globale – che, ricordiamolo, sono quelle che investono sul personale, che adottano le migliori esperienze, procedure e azioni a favore dei dipendenti –  ottengono risultati sensibilmente migliori dell’andamento medio del mercato rispetto alle aziende che non si curano dei propri dipendenti o che li trattano come un peso e non come una risorsa.

Vorremmo davvero che le aziende si orientassero verso il benessere in azienda,ma, se il contesto in cui ti trovi non ti soddisfa, ti crea ansie e stress, ti demotiva, allora contattaci.

Ti aiuteremo a trovare una soluzione per te!

#RespiraLavoro

Perché agosto è un buon mese per cercare lavoro…

Molti pensano che agosto sia un mese poco indicato per la ricerca di un nuovo lavoro.

E invece no…

Molte aziende non chiudono affatto, anzi, possono approfittare del momentaneo calo fisiologico delle attività per prepararsi a ripartire carichi e con nuove energie, pronti per il riavvio delle attività.

E magari la nuova energia sta proprio in un profilo professionale nuovo da inserire in azienda.

Consigliamo sempre di monitorare le aziende anche nel mese di agosto, si possono trovare delle interessanti opportunità.

Qualora non sapessi come muoverti tra le molteplici proposte e siti vari di offerte di lavoro, RespiraLavoro può supportare i propri clienti nella ricerca attiva.

Mai sottovalutare le opportunità che possono nascere in periodi così particolari come agosto e dicembre…sono mesi che possono riservare interessanti sorprese!

Racconto un episodio di proprio un anno fa.

Una nota azienda cercava due profili per area IT.

Incredibilmente faticava a trovarli avendo avviato la ricerca a fine luglio.

Il motivo? Non arrivavano candidature, e lo trovavano impossibile.

La realtà è che pochi, o meglio, nessuno rispondeva all’annuncio perché è generalmente convinzione che non si avviino ricerche ad agosto.

A me è successo anche il contrario: persone, giovani soprattutto, che rinunciano alla posizione perché, cito ” ho già prenotato le vacanze”… cosa???? Scherzi, vero??? Non lavori e vai in ferie??? Mistero!!!

Comunque, detto questo, non scoraggiatevi… agosto può avere in riservo la vostra occasione!!

#RespiraLavoro

Il Linguaggio Del Corpo nel Colloquio di Lavoro

"Come affrontare al meglio un colloquio di lavoro" è da sempre uno degli argomenti più spinosi e dibattuti nell’ambito della comunicazione efficace.
Il colloquio di lavoro rappresenta un difficile esame da superare, una partita che si può vincere o perdere, un appuntamento a cui è necessario arrivare sufficientemente preparati.
Esso può essere concepito seguendo alcune fasi fondamentali:

 
1 Il contatto, momento in cui il candidato e il selezionatore si incontrano e instaurano un primo rapporto. Si tratta di un approccio relazionale generico, in cui il selezionatore si fa un’idea del candidato in base alle sensazioni provate a pelle.

2 L’esplorazione, momento in cui il selezionatore deve verificare le conoscenze e le competenze del candidato, ponendo particolare attenzione alla sua personalità. Lo scopo è quello di ottenere il maggior numero di informazioni possibili nel poco tempo a disposizione, attraverso test attitudinali, domande aperte o resoconti professionali. A questo punto del colloquio possono verificarsi due eventi: nel primo caso il selezionatore conclude la conversazione perché il candidato non rispecchia i requisiti richiesti, nel secondo caso comincia a fornire qualche spiegazione generale sulla tipologia di lavoro offerto.

3 L’informazione, momento in cui il selezionatore fornisce al candidato spiegazioni più dettagliate sulla posizione lavorativa aperta e gli chiede ulteriori chiarimenti circa le sue abilità professionali. Possono risultare utili in questa fase documentazioni come curricula, pubblicazioni o presentazioni aziendali.

4 La decisione, momento in cui il selezionatore contatterà il candidato e gli comunicherà esito del colloquio. Se non sono stati commessi errori in precedenza, quasi sicuramente l’esito del colloquio sarà positivo.

Chi si candida per conquistare un determinato ruolo dovrebbe comprendere fin dall’inizio che sta proponendo prima di tutto se stesso. “Sapersi vendere”, ovviamente in termini professionali, risulta davvero fondamentale nel processo di selezione, poiché la prima impressione è quella che conta e ci attribuisce un’etichetta più o meno positiva.
Alcune ricerche di settore hanno addirittura dimostrato che la valutazione di chi ci sta di fronte avviene al massimo entro i primi 5 minuti. Un dato significativo, non trovi?
Avere delle “buone carte” da giocare in un colloquio di lavoro può essere vantaggioso e utile, ma spesso risulta ancora più determinante ciò che il candidato esprime sul piano non verbale. Il nostro corpo è un grande strumento di comunicazione, perché ci dice chiaramente come siamo noi e come sono gli altri.
Il professor A. Mehrabian, noto psicologo statunitense, ha condotto un curioso studio sull’importanza dei diversi aspetti comunicativi nella fase di ricezione di un messaggio, dal quale sono emersi interessanti risultati: il linguaggio del corpo ha un’influenza del 55%, la comunicazione paraverbale (tono, volume, ritmo della voce) ha un’influenza del 38 %, mentre la comunicazione verbale (parole) influisce solo per il 7%.

Durante un colloquio di lavoro è importante riuscire a mantenere il pieno controllo della situazione e mostrarsi sicuri di sé, anche quando la paura cerca di prendere il sopravvento. Un candidato in grado di comunicare sicurezza attraverso un corretto linguaggio del corpo farà certamente un’impressione migliore di uno che, in preda al panico, aspetta solo di tornare a casa.
Così come possiamo prepararci per anticipare alcune possibili domande o esercitarci a gestire l’ansia da prestazione, allo stesso tempo possiamo curare e controllare i nostri movimenti, in modo da evitare quelle mosse che potrebbero infastidire i selezionatori.
Ecco la classifica – stilata da CareerBuilder – dei “10 errori più comuni” commessi in fase di colloquio e le relative percentuali di incidenza:

1) Evitare lo sguardo del selezionatore (65%)
Il contatto oculare è una delle forme di interazione interpersonale più coinvolgenti. Guardare il proprio interlocutore negli occhi ha diversi significati: può indicare attrazione sessuale, attenzione verso il discorso che si sta affrontando, atteggiamento di sfida o semplicemente sicurezza in se stessi.
Considerato il valore universalmente attribuito a questo comportamento, non sorprende che abbia il suo peso anche nei colloqui di lavoro. I candidati che reggono un adeguato scambio di sguardi pare vengano percepiti come più competenti e intelligenti rispetto a quelli che, invece, evitano di incrociare gli occhi dell’esaminatore.
Se non guardi il selezionatore negli occhi in fase di colloquio potresti dargli l’impressione di essere timido e in soggezione nel migliore dei casi, o addirittura disonesto, diffidente e falso nella peggiore delle ipotesi.
 
2) Non sorridere (36%)
Il sorriso è uno dei modi più comuni per rompere il ghiaccio, nonché un’arma molto potente ed efficace, se utilizzata in maniera appropriata. La tua disponibilità lavorativa, infatti, può essere mostrata anche tramite un sorriso.
Se ti presenti al colloquio di buon umore e con un bel sorriso darai l’idea di essere una persona serena e che ama relazionarsi agli altri anche in ambito professionale. Iniziare il colloquio con un sorriso spontaneo ti sarà utile per conquistare la fiducia e l’approvazione del selezionatore, per poi passare al successivo e tanto atteso passo dell’assunzione. Un pizzico di simpatia ti aiuterà a stemperare la tensione e ti farà apparire più cordiale davanti al selezionatore.
Sorridere in maniera finta, al contrario, sembra non essere una strategia vincente. A rivelarcelo è uno studio pubblicato sul Journal of Nonverbal Behavior, secondo il quale i candidati che affrontano un colloquio con sorrisi poco spontanei vengono giudicati falsi e quindi non meritevoli di continuare il processo di selezione.
 
3) Giocherellare con qualcosa (33%)
Se stai sostenendo un colloquio e ti senti sulle spine, non afferrare il tuo orologio come se volessi controllare lo scorrere del tempo, non toccare continuamente il meccanismo di chiusura della tua borsa, non allentare il colletto della camicia come se ti stessi strozzando. E ancora: evita di sfogare la tensione giocherellando con la cravatta o con la collana, arrotolandoti capelli, o stracciando pezzetti di carta, poiché apparirai ancora più nervoso di quanto tu non lo sia già. Non aggrapparti ai braccioli della sedia come gesto di salvataggio, ma tieni le mani aperte con i palmi rivolti verso l’alto, così da mostrare onestà e ricettività.
 
4) Assumere una cattiva postura (30%)
La posizione del corpo può essere influenzata dallo stato d’animo, dalla situazione, dalle emozioni e dalla personalità.
Tutti i colloqui vengono affrontati in posizione seduta, perciò uno degli errori più frequenti consiste nell’assumere una cattiva postura. Chi sta con la schiena reclinata indietro trasmette una sensazione di eccessiva e ingiustificata confidenza, come se si trovasse un po’ troppo a proprio agio in una situazione che invece richiederebbe formalità, attenzione e compostezza. Al contrario, chi tende ad inclinarsi in avanti comunica chiusura, insicurezza e volontà di difendersi dagli altri.
Sedute di fronte al selezionatore alcune persone mostrano ostilità, diffidenza e fastidio, creando una sorta di barriera con vari oggetti come penne o block notes. Le donne tendono ad appoggiare la borsa sulle gambe, che viene considerata in questo caso come una coperta di Linus in grado di dare loro conforto e sicurezza. Altre persone ritraggono il busto, tirando indietro anche il mento e la testa. Il movimento è di solito molto brusco ed esprime un forte disappunto rispetto a quanto espresso dalla controparte.
Cerca sempre di assumere una postura adeguata e formale durante il colloquio, dato che inciderà parecchio sull’idea che il selezionatore si farà di te. 
 
5) Dimenarsi sulla sedia (29%)
Muoversi continuamente sulla sedia mentre si sta sostenendo un colloquio, cambiando continuamente posizione, non è di certo una buona iniziativa. Hai mai notato che a volte capita di sollevarsi un attimo dalla sedia per poi sedersi ancora? In quel frangente magari ci si sistema di pantaloni o si dice che la seduta è un po’ scomoda. Questo movimento, in realtà, viene compiuto quando si è colti da una sensazione sgradevole ed è come se non si volesse più restare lì ad ascoltare. Non dare mai l’impressione di essere agitato, se davvero vuoi conquistare un posto di lavoro.
 
6) Incrociare le braccia sul petto (29%) 
Incrociare le braccia è il gesto più evidente di barriera e di chiusura, ormai è risaputo. Esso viene eseguito quando si è da soli tra estranei, quando ci si vuole difendere da qualcuno o si vogliono prendere le distanze da chi ci sta parlando. Quando assumi questa postura delle braccia durante un colloquio darai al selezionatore l’impressione di non essere predisposto all’ascolto, pertanto risulterà difficile sbloccare la situazione e procedere senza difficoltà la discussione.
 
7) Toccarsi i capelli o il viso (25%)
Mentre il selezionatore parla non passare il tempo a torturare le varie parti del tuo volto. Strofinare gli occhi, toccare il naso o il mento, mettere i capelli dietro le orecchie o giocare con la barba sono gesti ritenuti particolarmente fastidiosi da chi ci sta di fronte. Se conosci te stesso saprai di certo che in condizioni di nervosismo è probabile avere simili tic. Nel dubbio, pensa a una cosa sola: non avvicinare le mani alla faccia e tienile in una posizione adeguata.
 
8) Una stretta di mano debole (22%)
Stringere la mano è uno dei modi più consueti per entrare in contatto con un’altra persona. Porgiamo la nostra mano come forma di saluto all’inizio e alla fine di una conversazione, per presentarci a uno sconosciuto, per congratularci con qualcuno o per riappacificarci dopo una lite.
Dare una stretta di mano solida e vigorosa genera un’impressione molto positiva sull’altro, soprattutto in ambito lavorativo. Il professor G. Sewart, docente dell’Università dell’Iowa, ha osservato che l’effetto prodotto da una stretta di mano all’inizio di un colloquio si trascina per tutto il resto dell’intervista.
Il modo in cui diamo la mano parla di noi: in questo segno di saluto intervengono molte variazioni che possono dire molto sul nostro interlocutore e sul tipo di relazione che intende instaurare. Se la tua presa è molle e fiacca sei indubbiamente una persona timida, introversa, schiva, e diffidente, e di conseguenza trasmetterai sensazioni non troppo positive al selezionatore.
Cerca di lavorare su questo aspetto, perché un modo ansioso, tremolante e instabile di dare la mano potrebbe penalizzarti molto durante il colloquio.
 
9) Gesticolare troppo (11%)
Normalmente i nostri discorsi vengono accompagnati da numerosi gesti. Si tratta di movimenti che facciamo senza rendercene conto e che ci servono per enfatizzare le nostre parole. Il problema, in fase di colloquio, si presenta quando le parole non coincidono con i gesti, e a quel punto il selezionatore potrebbe smascherare possibili bugie dette dal candidato.
Se gesticolare nelle giuste proporzioni ti aiuterà rafforzare il tuo discorso, muovere le mani in modo confuso e caotico, ti farà percepire come insicuro e non troppo sincero. Non scrocchiarti le dita, non mangiarti le unghie, non metterti le mani in tasca e non tamburellare con le dita sul tavolo.
 
10) Una stretta di mano troppo energica (7%)
Se una stretta di mano debole tende ad infastidire il nostro interlocutore, lo stesso vale per una stretta di mano troppo energica. Quando la stretta di mano è eccessivamente forte e viene  prolungata per troppi secondi, il soggetto che la pratica rivela la sua natura invadente. Alcune persone stringono la mano con tale forza che sembra quasi vogliano stritolarla: tutto ciò è un chiaro segnale di caratteri troppo decisi, dominanti e arroganti. Evita questa mossa quando ti presenti al selezionatore.
 
Conclusioni
Gesti, atteggiamenti ed espressioni rivelano molto di noi, più di quanto vorremmo. Anche nei colloqui di lavoro comunichiamo quello che le parole non sanno o non vogliono dire.

 

L’importanza di ringraziare…

A un imprenditore che pensa solo al profitto e usa il lavoro dei dipendenti solo per aumentare i guadagni e li maltratta, a un dirigente che sfrutta il lavoro dei suoi sottoposti e pensa solo alla sua carriera senza conoscere le loro aspirazioni, idee, sogni, risultati, senza gratificarli: sei il passato, non andrai lontano, l'azienda è destinata al fallimento perchè il modo di condurre i dipendenti è fallimentare, perderai le Risorse Umane che ti hanno fatto realizzare i guadagni o la carriera, è solo questione di tempo. Ricorda che se per la concorrenza spietata o per una calamità perdessi le merci, lo stabilimento, i computer ma le Risorse Umane resterebbero con te, potresti ricostruire la tua azienda grazie alle tue Risorse Umane. Se invece perdessi le Risorse Umane come potresti azionare le macchine, i computer, spostare le merci, attivare la rete di vendita, la logistica, il sistema clienti-fornitori nel minor tempo possibile? 
Ringrazia e prenditi cura delle Risorse Umane, sii disponibile, dai motivazione e gratificazione, delega. Ringrazia le Risorse Umane perchè si prenderanno cura dei tuoi clienti nel miglior modo possibile.

Motivazione… tanti ne parlano, pochi la sanno trasmettere!

La motivazione è uno dei temi portanti di #RespiraLavoro.

Senza motivazione non c’è azione e senza azione non ci sono risultati.

Insomma se vuoi dare un’accelerazione al tuo percorso di crescita personale, se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi, se vuoi realizzare i tuoi sogni, hai bisogno di dosi quotidiane di motivazione.

Mi sembra una bella idea condividere 12 frasi motivazionali per ogni mese dell'anno:

1. Gennaio

“Per ogni impresa di successo, c’è qualcuno, che in passato, ha preso una decisione coraggiosa.”
Peter Drucker.

Tu sei al 100% responsabile del tuo successo; se vuoi ottenere obiettivi ambiziosi, devi prendere decisioni coraggiose.

2. Febbraio

“Fai quello che puoi, con quello che hai, nel posto in cui sei.”
Theodore Roosevelt.

Quando le cose non vanno per il verso giusto, tendiamo ad essere colti da attacchi improvvisi di… scusite. Se non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo è perché: c’è la crisi (scusa inflazionatissima), non c’erano le condizioni giuste, non eravamo in forma, era una giornata storta, nevicava, il mondo è brutto e cattivo, etc., etc.
Questo è il tipico atteggiamento del frignone, o, come direbbe lo psicologo Giulio Cesare Giacobbe nel suo saggio “La paura è una sega mentale“, questo è il tipico atteggiamento di una personalità infantile.
Le condizioni perfette non esistono: inutile che continui a procrastinare in attesa che arrivino o che tu te la prenda con il mondo intero perché non si verificano. Devi imparare a fare tutto quello che è in tuo potere, con quello che hai a disposizione, nel posto in cui ti trovi.

3. Marzo

“Tutte le cose sono difficili prima di diventare facili.”
John Norley.

Questa citazione di Norley potrebbe essere tradotta molto più semplicemente in: “nessuno nasce imparato“. C’è stato un tempo in cui Kobe Bryant non sapeva giocare a pallacanestro, Valentino Rossi non sapeva usare la frizione di una moto e Francesco Totti non sapeva neanche palleggiare.
Se sei frustrato per gli scarsi risultati che stai ottenendo, invece che arrenderti, utilizza questa frustrazione per diventare ancora più tignoso, ricordando che tutte le persone di maggior successo un tempo erano delle schiappe malefiche.

4. Aprile

“Per essere preparato domani, devi fare del tuo meglio oggi.”
H. Jackson Brown Jr.

Beh… che diamine! questa è l’essenza dell’atteggiamento anti-procrastinazione.
Come puoi solo sperare di ottenere risultati degni delle tue potenzialità, se continui a rimandare sempre a domani?!

5. Maggio

“Riunirsi insieme significa iniziare; rimanere insieme significa progredire; lavorare insieme significa avere successo.”
Henry Ford.

Gli appassionati di crescita personale sono per definizione dei bastardi individualisti (scherzo!); in realtà, circondarsi di persone di fiducia che ci ispirino continuamente a dare il meglio di noi e con cui poterci confrontare per discutere e realizzare nuove idee, è una delle migliori scelte di sviluppo personale che tu possa fare.

6. Giugno

“L’immaginazione è più importante della conoscenza.”
Albert Einstein.

Sono sicura che gli appassionati della Legge di Attrazione hanno provato un brivido di piacere dopo aver letto questa frase di Einstein! Personalmente non sono uno dei fan più accaniti di “The Secret“, ma allo stesso tempo sono profondamente convinta che immaginare i nostri obiettivi vividamente e con ardente desiderio sia un passo imprescindibile per il loro raggiungimento.
Come mi piace ripetere, il “perché“, ovvero le motivazioni che ci spingono a perseguire un determinato traguardo, è molto più importante del “come“.

7. Luglio

“Se riesci a fare le cose bene, cerca di farle meglio. Sii audace, sii il primo, sii differente, sii giusto.”
Anita Roddick.

Recentemente, in un sondaggio del Corriere leggevo che molti giovani della mia generazione preferirebbero una minore retribuzione e nessuna possibilità di carriera pur di avere un posto fisso, sicuro e vicino casa.
Non mi va di entrare in polemiche politiche e sociali di scarso valore e capisco che non tutti debbano avere la stessa dose di ambizione, ma come possiamo pretendere di essere una generazione migliore di quella dei nostri genitori, se commettiamo gli stessi errori?

8. Agosto

“Il cambiamento è la legge della vita. Quelli che guardano solo al passato o al presente, sicuramente perderanno il futuro.”
J.F. Kennedy.

Eh già… l’unica costante della vita è il cambiamento. Concordo con Kennedy per quanto riguarda il passato ed il futuro: dovremmo far riferimento al passato per non dimenticare le lezioni che la vita ci ha insegnato ed è importante focalizzarci sul futuro per dare la giusta direzione alla nostra vita.
Per quanto riguarda il presente, avrei qualche obiezione: il presente è l’unico vero momento reale che possiamo vivere e su cui possiamo intervenire con le nostre decisione, ed è per questo fondamentale. Insomma non sottovaluterei chi è in grado di vivere qui ed ora.

9. Settembre

“Ci sono due scelte fondamentali da fare nella vita: accettare le condizioni preesistenti o accettare la responsabilità di cambiarle.”
Denis Waitley.

Questa è una delle mie frasi preferite e mi ricorda tanto una citazione: “Se non c’è soluzione, perché preoccuparsi? Se c’è soluzione, perché preoccuparsi?”.
Siamo noi a rendere la vita complicata; in realtà le cose sono molto più semplici di quanto potremmo immaginare. Qualsiasi sia la situazione in cui ci troviamo, abbiamo sempre 2 possibilità: imparare ad accettare questa situazione (bada bene, che non si tratta di una sconfitta!), oppure trovare la determinazione per cambiare questa situazione.

10. Ottobre

“Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto, ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.”
Mark Twain.

…sperimenta, sbaglia, fallisci, ma non farti mai bloccare dalla paura di fallire.

11. Novembre

“C’è sempre una via per farlo in modo migliore. Trovala.”
Thomas Edison.

Indovina un po’ qual’è una delle mie definizioni preferite di efficacia: trovare la via migliore per fare un’attività. Se non stai ottenendo i risultati che desideri, questo non significa che tu non sia all’altezza o che i tuoi obiettivi siano sbagliati. Significa semplicemente che stai percorrendo la strada sbagliata.
La crescita personale è essenzialmente sperimentazione: se qualcosa non funziona, riprova con qualcosa altro.

12. Dicembre

“Non potrai mai raggiungere un reale successo a meno che tu non ami ciò che stai facendo.”
Dale Carnegie.

Se non fosse stato per Dale Carnegie ed il suo best-seller “Come trattare gli altri e farseli amici“, dubito che mi sarei avvicinata alla crescita personale!
La frase che ho riportato parla essenzialmente di passione: a quei ragazzi che vorrebbero un posto fisso, sicuro e vicino casa vorrei dire di rincorrere le proprie passioni, di trovare il proprio scopo nella vita, di fare ciò che amano trovando il modo di camparci (e ti assicuro che si può fare)

Quale è stata la tua frase preferita?

Tre metodi per essere felici sul lavoro

Avere coscienza della fortuna di avere un lavoro, qualunque esso sia, non è cosa così scontata.
Raggiungere questa consapevolezza per giunta, non è per nulla semplice.
Per questo esistono alcuni metodi che aiutano ad essere felici sul lavoro, almeno tre. In effetti, inutile negarlo, lavorare è duro, è faticoso, non sempre stimolante (per non dire noioso), a volte poco divertente e spesso stressante. Lo sapevate già? Eppure c’è chi sembra sorprendersene, lamentandosi senza tregua del proprio posto o criticando il capo ed i colleghi di continuo.
È importante capire fin da giovani cosa vuol dire lavorare ed ecco alcuni consigli per ricominciare ad apprezzare ciò che si ha.

È ovvio che non parliamo di lavori sottopagati e condizioni lavorative inaccettabili; è giusto pretendere il dovuto rispetto sul lavoro, reclamare i giusti riconoscimenti e ambire a promozioni, se meritate. Ma se alzi gli occhi al cielo ad ogni e-mail del capo, guardi in continuazione l’orologio aspettando di tornare a casa e ti lamenti di tutto, allora è il momento di cambiare questo atteggiamento superficiale e improduttivo, tra l’altro a scapito della tua stessa immagine aziendale. Se invece tieni al tuo lavoro e stai solo attraversando un periodo di scarsa motivazione, ecco allora tre metodi per essere felici sul lavoro che sicuramente ti aiuteranno a gestire al meglio difficoltà e debolezze.

1. Aumentare la soddisfazione sul lavoro

Certo pensare a tutti coloro che non hanno lavoro e farebbero carte false per prendere il nostro posto, può aiutarci a mantenere il self control nel corso di una litigata con il collega o a proteggerci da scelte avventate come quella di mollare tutto di fronte all’ennesima lavata di testa del capo. Ma per sentirsi appagati sul lavoro e affrontare le inevitabili difficoltà quotidiane serve qualcosa in più: aumentare la soddisfazione personale. È una sensazione che gioca un ruolo molto importante ed è uno stimolo più potente della retribuzione stessa. Molte persone infatti preferiscono essere soddisfatte e appagate anche se pagate meno.
Come fare per aumentare il proprio “tocco personale” in azienda? Innanzitutto porsi alcune domande: cosa so fare? cosa mi piace fare? cosa ritengo giusto fare? E dalle risposte individuare le nostre capacità, trovare le giuste motivazioni per metterle a frutto e individuare i nostri valori, indispensabili per farci apprezzare anche per la persona che siamo e non solo per ciò che facciamo.

2. Puntare alla crescita personale

Ecco un’altra causa di insoddisfazione, nonché fonte di lamentele sul lavoro: la sensazione di non crescere dal punto di vista personale e di non avere prospettive. Anche qui molto dipende da sé. Si può migliorare il proprio ruolo continuando a formarsi e specializzarsi, facendo networking con altri professionisti e fissando dei micro-obiettivi nel tempo: ad esempio riuscendo a chiudere due progetti invece di uno o scegliendo di gestire (con successo) un incarico differente, nuovo e più stimolante.

3. Cambiare prospettiva

Il lavoro dei sogni non è quello che hai in questo momento ed  anzi ti senti frustrato perché dopo anni di studi universitari ed impegno alle stelle ora svolgi un lavoro che non c’entra nulla con la tua formazione. E l’insoddisfazione aumenta. Ma a volte dare un nome ai nostri punti interrogativi aiuta a cambiare prospettiva e a trovare le risposte. In questo caso si chiamano competenze trasversali. Sono quelle che aldilà del mero aspetto nozionistico si acquisiscono con lo studio: visione d’insieme, capacità di analisi e di sintesi, di problem solving, di cultura generale. Esattamente quelle che si trovano nelle offerte di lavoro. Guarda al tuo lavoro come a un’opportunità per apprendere qualcosa di nuovo, che ti permetterà di essere più pronto e preparato nel caso arrivi il lavoro dei sogni.
Infine, tenersi stretto il proprio lavoro e farlo con il sorriso non può prescindere da un atteggiamento cordiale e positivo nei confronti dei colleghi: empatia, disponibilità e un pizzico di ironia pagano sempre.

# RespiraLavoro

Pronti, Partenza… Lavoro!

Anche quest'anno agosto è arrivato, colmo per i più di aspettative legate alla speranza di recuperare energie e ripartire carichi e sereni a settembre.

Anche noi di RespiraLavoro avremo un rallentamento delle nostre attività, ma stiamo già organizzando le agende di settembre e ottobre, che si stanno velocemente riempiendo!

Chi volesse collocarsi o ricollocarsi è bene che faccia uno sforzo prima di pensare al ferragosto.

In questa breve pausa suggeriamo di analizzare la propria situazione personale e rispondere a semplici domande:

– sono soddisfatto del mio lavoro?
– sono riconosciute le mie competenze e il mio impegno?
– sono in un ambiente lavorativo che mi motiva?
– sto lavorando?

Se le risposte sono negative, allora concediti qualche minuto, raccogli le idee e contattaci a info@respiralavoro.eu…

Ti aspettiamo!

Trovare lavoro dopo i 40 anni? Si può!

Inglesi e americani la chiamano ageism, la discriminazione che si può subire sul lavoro o in altri aspetti della vita per via dell’età avanzata.

Non è così inconsueta, se si pensa alle forme di emarginazione sociale che subiscono le donne con le rughe, o con i capelli bianchi.

Nel lavoro poi, il rischio di discriminazione per l’età, di vedersi sempre preferire trentenni fresche di master, magari senza figli, e meno costose, è ancora più concreto.

Però ci sono dei modi per risolvere quel che sembra un problema insormontabile:
come trovare lavoro superati i 40 anni.

Ecco i nostri 7 consigli.

1 Frequenta un corso di specializzazione
Se non hai una specializzazione, ma c’è un settore in cui ti senti più preparata, frequenta un corso breve per conseguire un titolo. Non c’è bisogno di tornare all’Università o pagare un costoso Master: per esempio, hai mai sentito parlare dei MOOC? I Massive Open Online Courses sono dei corsi, aperti e gratuiti disponibili in rete, pensati per una formazione a distanza che coinvolga un numero elevato di utenti.
2. Studia il mercato del lavoro
Che cosa vuole il mercato del lavoro oggi? Quali sono le figure più richieste? Sono queste le domande che dovresti porti, e subito dopo: Sarei adatta per ricoprire uno di quei ruoli? Che cosa dovrei fare per diventarlo?

3. Impara a tradurre le tue passioni in business
Se ti piace cucinare, o sei bravissima nell’ospitare le persone, non liquidarli immediatamente come passatempi. Tutto il mercato dei consumi “di conforto”, la buona cucina di una volta, l’ospitalità domestica per il turismo, stanno ricevendo una spinta enorme. Se invece la tua passione è scrivere, il web offre un vasto spazio anche ai non giornalisti! In breve: individua la tua passione, quello che ti viene bene anche senza sforzo, e cerca di capire se e come potrebbe diventare una fonte di guadagno

4. Crea una rete di contatti
Iscriversi a un social network focalizzato sul lavoro e le carriere aiuta: è un’ottima vetrina, e aiuta a creare i contatti giusti

5. Cerca un mentor

Hai mai sentito parlare dei mentor? Sono figure professionali che hanno la possibilità, riconoscendo il tuo valore, di aiutarti, darti consigli, spronarti. Non è la classica raccomandazione, è una scuola di vita che aiuta a crescere professionalmente e a credere in se stessi. Non sono soltanto i giovani, ad avere bisogno di mentorship!

6. Dimentica le tue vecchie idee sul lavoro
è un mondo che sta cambiando in fretta, e per essere al passo devi mettere da parte le tue convinzioni sul posto fisso, il full time, la rigidità di certe abitudini. Se diventi flessibile, tutto diventerà più facile

7. Nei colloqui di lavoro, affronta di petto i pregiudizi sull’età
Se finalmente ottieni un colloquio, cerca di portare l’attenzione sul tuo entusiasmo, sul valore che puoi portare nell’azienda. Questo dovrebbe far passare in secondo piano il fatto che magari il tuo probabile capo ha dieci anni meno di te…

Infine quello che diciamo sempre è:

Dopo i 40 anni non si è più così giovani da non avere esperienza, ma non si è nemmeno così vecchi da non poter imparare!
E allora forza!!

# RespiraLavoro!!

L’arte nel cercare lavoro

Da qualche tempi ho iniziato un esercizio:
a tutte le persone in cerca di lavoro che incontro chiedo come hanno fatto precedentemente a trovare lavoro (e lo chiedo per ogni esperienza riportata sul curriculum vitae).
Il risultato? Più del 90% ha trovato lavoro attraverso il passaparola o presentandosi spontaneamente (magari con un po' di "gentile" insistenza telefonica o faccia a faccia). Certo, rispondere agli annunci è ancora importante (non si può trascurare questo canale), ma è molto più probabile trovare lavoro attraverso le proprie relazioni o "scendendo in strada".
Per fare questo, però, bisogna sapere cosa si dà all'azienda, bisogna avere una strategia personale da "vendere", non si può cercare lavoro con uno slogan del tipo "cerco lavoro". Chi sei?
Personalmente, penso che il mio motto dia : Aiuto le persone a trovare lavoro e aiuto le aziende a trovare il collaboratore che abbia le caratteristiche che cercano!

I numeri di RespiraLavoro parlano chiaro: valutazione precisa del candidato, definizione della job ricercata in modo puntuale ci stanno portando a ottimi risultati.

E tu… qual è la tua "arte" nel mondo del lavoro?

Digital dipendenza.

Da un recente studio fatto, guarda caso, oltreoceano, emerge che i giovani preferiscano i videogiochi a studio o lavoro.
Placidamente accasciati in casa dei genitori, passerebbero le loro giornate davanti a consolle e videogiochi vari.
Per quanto concerne invece il vecchio continente, ad oggi, non ci sono riscontri o dati, ma chi ha figli in età post diploma potrà darci qualche testimonianza.

E quindi ci domandiamo… ma davvero i ventenni non cercano lavoro? O meglio, davvero preferiscono dipendere dai genitori piuttosto che crearsi una propria autonomia finanziaria?
Considerando anche l'ormai scarso welfare statale che, citando Boeri, presidente INPS, prospetta un allungamento degli anni di lavoro necessari per avere i requisiti per la pensione , davvero i giovani non sono coscienti del grosso pericolo che stanno correndo entrando nel mondo del lavoro sempre più tardi?

Il lavoro ci fa belli!

Ci avete mai pensato?

Tutti a dire…
Il sonno ci fa belli
Mangiare sano ci fa belli
Ridere ci fa belli…

Ok, è il momento di scriverlo… il lavoro ci fa belli!

Perché?

Perché ci fa sentire realizzati, ci permette di vivere bene, ci permette di crescere, come persona prima che come professionista!

No, non sto blaterando!

Specifico: il lavoro che ci soddisfa ci fa belli.

E allora, se quello che stai facendo ti piace, ti fa stare bene… perfetto!! Applauso!

Ma se invece ti alzi la mattina a fatica, non vedi l'ora di arrivare a sera, non sopporti più la convivenza con dei colleghi, soffri di insonnia, la domenica mattina hai già l'angoscia da rientro del lunedì… allora… allora caro lettore… è ora di cambiare.

Noi possiamo aiutarti, vogliamo aiutarti… perché ti capiamo, perché conosciamo il mondo del lavoro, perché abbiamo vissuto esattamente, precisamente quello che stai vivendo; quindi non avere indugi, chiamaci, scrivici, sfogati .. e ti aiuteremo a far si che anche a te il lavoro ti fa bello!

Istinto vs Intuito

Un antico detto recita così “ti sono state date due orecchie per ascoltare, una sola bocca per parlare”.
Non ti viene da sorridere pensando a quanto la proporzione con cui usiamo questi organi a nostra disposizione sia invertita? Parliamo spesso almeno il doppio di quanto ascoltiamo. Quando siamo assolutamente certe che quello che dobbiamo dire sia importante, parliamo addirittura sopra gli altri. Quando le nostre idee vengono messe in discussione, o ci sentiamo minacciate, parliamo spesso a vanvera, per poi irrimediabilmente pentirci di ciò che è stato detto. Eppure, quando chiudiamo la bocca e ascoltiamo, spesso scopriamo cose sul mondo e gli altri che ci lasciano stupefatte. Ma non si tratta solo di ascoltare gli altri, si tratta anche di ascoltare noi stesse. In profondità. Andando oltre la confusione che abbiamo. Ecco che questo conduce immediatamente al secondo suggerimento. Perché uno dei modi in cui puoi ascoltarti davvero è….

Fermati. Prenditi del tempo. Non fare nulla. Non chiamare al telefono. Ferma. Respira. Cammina. Guarda il cielo. Siediti su un prato. Ferma. Respira ancora. Ascolta il rumore del vento. Guarda il colore dell’erba. Annusa l’aria aperta. Ferma. Non c’è bisogno che tu faccia nulla. Sei al sicuro. Fermati… ancora e ancora. Scegli di rallentare dalla corsa frenetica che coinvolge gran parte del mondo. Scegli un altro ritmo di vita che si sintonizzi sul pulsare della vita. Fermati. Sei al sicuro nel farlo. Fossero anche pochi istanti al giorno… fermati. Infine…

A volte le persone fanno confusione. Confondono l’intuito e la saggezza che proviene da questo con l’istinto. Istinto e intuito non sono la stessa cosa. E sebbene entrambi possano essere utili in molti momenti, quello che ho imparato sulla mia pelle è che quando seguiamo le nostre intuizioni più profonde non sbagliamo mai. Quando seguiamo il puro istinto, beh, non sempre è la scelta più saggia. L’istinto è una pura reazione che abbiamo a qualcosa: utilissimo se si tratta di reagire a un incidente, se stiamo per mettere la mano sul fuoco, se senza pensare afferriamo un bambino che sta cadendo a terra, o quando non vediamo una persona cara per tanto tempo e senza pensare le gettiamo le braccia al collo, stringendola forte seguendo il puro istinto. Tuttavia l’istinto potrebbe anche farci dire o fare cose che al momento ci sembrano l’unica strada, ma che a mente lucida, non ci sembrano più delle grandi idee. L’intuito invece, ci mostra sempre una strada che tendenzialmente è buona per noi, nella stragrande maggioranza dei casi. Come puoi iniziare a distinguere un’idea che viene dall’istinto e una che viene dall’intuizione più profonda e saggia? Basandoti sulla sensazione che provi. Se quando pensi a quell’idea ci sono ancora delle cose che “non ti tornano”, della confusione, se non ne sei convinta davvero, allora potrebbe essere una buona idea non seguire l’istinto di metterla in pratica. Se la stessa idea invece, quando la pensi, ti lascia una sensazione di pace totale, lucidità quando pensi di intraprenderla, probabilmente (quasi sicuramente) viene dal tuo intuito e dalla tua saggezza.
La stessa idea può essere pertanto buona o meno buona, e la chiave che abbiamo per capire se seguirla o meno è semplice: la sensazione che abbiamo ci mostrerà sempre se è un’idea attendibile o meno…

Pressione vs Motivazione

Nel corso delle mie esperienze professionali ho incontrato sul mio percorso, quasi sempre, AD o direttori che puntavano più sulla pressione che sulla motivazione, seppur spesso mi parlassero, appunto, di motivazione.

Ebbene, mi sono sempre trovata in disaccordo con quella che definirei la "prassi" della pressione, o della "pressa", come la definisco io.

Seppur sia totalmente convinta che senza obiettivi predefiniti non si raggiungano risultati, ritengo che si dovrebbe puntare più su una buona motivazione, che su una angosciante pressione.

Come vi chiederete.

Scriveteci le vostre opinioni, la vostra potenziale idea… vi risponderemo con i nostri suggerimenti.

@respiralavoro